Ancora con il nostro schema ben presente
cerchiamo di inglobare nel rumore in ingresso al ricevitore,
anche le cause di disturbo introdotte dagli stadi di demodulazione
del ricevitore. Quindi, definiamo un formalismo per il dimensionamento
di sistema, in cui a partire dalla minima potenza che occorre ricevere
per realizzare una determinata qualità in termini di rapporto
segnale/rumore dopo demodulazione, si valuta la potenza che occorre
trasmettere al fine di garantire la trasmissione anche nei casi
peggiori.
Dimensionamento di sistema e rumore equivalente
- Dimensionamento di un collegamento (15.1): da SNR a WRmin. Guadagno
di sistema, attenuazione disponibile, margine, att. supplementare, grado di
servizio.
- SNR in uscita da una rete due porte, in funzione dell'SNR di
ingresso (16.3.2), definizione di Fattore di rumore (16.3.3). Rumore
nelle reti due porte (16.3), caso delle reti passive (16.3.1) e delle
reti attive (16.3.4). Riassunto, esempio. Fattore di rumore per reti in
cascata (16.3.5). Esercizi.
Ora che abbiamo caratterizzato a sufficienza cị che avviene all'uscita
del canale, procediamo a ritroso, indagando sugli effetti prodotti
dal canale trasmissivo, e dai dispositivi di trasmissione
Distorsioni lineari
-
Esempio di distorsioni lineari dovute a
filtraggio (9.8); filtro RC, risposta impulsiva, H(f) come
partitore, f.d.t di Laplace, frequenza di taglio o a 3dB
- Caratterizzazione delle distorsioni lineari in termini di guadagno in dB e tempo di ritardo di gruppo (14.6)
- Effetto delle distorsioni lineari sui segnali di banda base
(14.6.2), sui segnali modulati (14.6.3), a banda stretta (14.6.3.1 e
15.1.1), AM (14.6.3.2), a modulazione angolare (14.6.3.3). effetto sull'SNR (14.6.4). Equalizzazione (15.1.1)