Esercizio
- Per consolidare le nozioni di trasmissione numerica sulla
probabilità di errore, la codifica di sorgente, la codifica di
canale, e la quantizzazione di segnali campionati, svolgiamo
l'esercizio in fondo al par 7.5.6 di cui riportiamo la figura corretta
Rete telefonica e rete di accesso
Per PSTN (Public Switched Telephone Network)
si intende il sistema che permette di interconnettere tra loro i
telefoni di rete fissa presenti in ogni (?) casa, a partire
dalla quale, si sono evoluti tutti gli sviluppi delle
telecomunicazioni.
Mentre NON svilupperemo l'analisi dei metodi di commutazione ed instradamento con cui è individuato il percorso intrapreso da una comunicazione tra l'ingresso e l'uscita dalla rete di trasporto, al contrario discuteremo nelle prossime sezioni dei metodi di multiplazione con cui le singole comunicazioni che terminano presso le interfacce utente/rete vengono aggregate da parte delle centrali locali per utilizzare un medesimo collegamento di giunzione interno alla rete di trasporto.
La rete di accesso è la parte più rilevante e dispendiosa della stessa,
e consiste nel doppino che raggiunge la presa telefonica casalinga. Su
questo sono disponibili servizi noti nel loro insieme come
- POTS (Plain Old Telephone Service)
- ISDN (Integrated Service and Data Network)
- ADSL (Asimmetric Digital Subscriber Loop) - che in realtà usa la PSTN solo come tramite per raggiungere una rete IP
Oltre a questi, sono ormai contemplati nella rete di accesso anche altri tipi di collegamento, come
- accesso ottico - come nel caso FTTH (Fiber To The Home), e che permette
- di interconnettere un insieme più numeroso di collegamenti POTS
già multiplati assieme, come nel caso di un grosso centralino
aziendale, sovrapponendosi allo scopo di un accesso ISDN-PRI
- di interconnettersi ad una rete IP ad una velocità maggiore di quella consentita dalla tecnologia ADSL
- accesso radio - come nel caso in cui un operatore mobile assegni ad un cellulare anche
un numero di rete fissa, valido in un raggio limitato in
prossimità della propria residenza, e che rimpiazza di fatto il
doppino, con l'area di copertura di una determinata cella
Altri tipi di offerte invece non possono
essere considerate di accesso alla rete, pur se realizzate sfruttando
sia la rete di accesso che quella di trasporto, come nel caso di
- CDN (Circuito Diretto Numerico)
- offre la connettività diretta e continuativa con un altra (ben
specifica) interfaccia utente/rete, e pertanto viene a mancare la
componente di commutazione
- VPN (Virtual Private Network) - come sopra, con la differenza che in questo caso la connettività è basata su di una comunicazione a pacchetto anziché a circuito
Multiplazione a divisione di tempo
Multiplando più comunicazioni dirette alla medesima destinazione, in
modo che condividano uno stesso mezzo trasmissivo, si
conseguono i vantaggi di
- tentare di occupare tutta la banda messa a disposizione dal mezzo trasmissivo
- massimizzare la percentuale di utilizzo del mezzo trasmissivo, nel caso di sorgenti non continuamente attive
- semplificare la gestione e la manutenzione dei collegamenti a lunga distanza, essendo questi minori in numero
Affrontiamo lo studio delle tecniche di multiplazione, approfondendo
dapprima le differenze tra le problematiche associate ad una rete per
trasmissione dati, e quelle più tipiche del mondo delle
telecomunicazioni:
- Il pacchetto dati (8.5.1). Schema di multiplazione (8.5.2.1). Multiplazione statistica.
- Rete a commutazione di circuito (6.1), (vedi sotto). Multiplazione di tempo numerica (6.2). Trama PCM (6.2.1).
A questo punto, facciamo esplicitamente notare che un risultato
della teoria del traffico mostra come l'adozione di una strategia
orientata al ritardo, ossia uno schema di multiplazione statistica in
cui sono presenti delle code, migliori notevolmente l'efficienza di
utilizzo del mezzo stesso.
Segnalazione nella rete di trasporto
Dopo aver discusso la segnalazione di utente che avviene in POTS ed in
ISDN, notiamo in modo esplicito che le comunicazioni tra centrali di
transito adottano altre soluzioni, idonee a descrivere lo stato del
complesso delle comunicazioni multiplate che giungono sui collegamenti
di giunzione, e che vengono instradate su diversi collegamenti uscenti.
Gerarchie di multiplazione
Via via che la rete di trasporto è interconnessa mediante centrali di
livello gerarchico superiore, associate ad aree di influenza
geografica più estesa, i collegamenti di giunzione trasportano un
numero di tributari sempre più elevato, ottenuti raggruppando assieme
tutte le conversazioni contemporaneamente dirette verso la stessa
destinazione. Considerando allo stesso tempo anche le
problematiche legate al dover svolgere nelle centrali la funzione di
commutazione, ci si pone di fronte il problema di individuare dei
metodi efficienti di raggruppare assieme più tributari, anche a
velocità diverse, facendo anche in modo che l'operazione di
inserimento/rimozione di un singolo tributario sia relativamente
agevole.
- Multiplazione asincrona e Rete plesiocrona (6.3), bit stuffing (6.3.1).
- PDH
- SDH
POTS
Il servizio telefonico di base consiste nel collegamento audio, nella
banda del canale telefonico, con un terminale di utente remoto, e nella
segnalazione (indicata come segnalazione di utente) necessaria ad
instaurare il collegamento.
Quando
la centrale locale deve far squillare il telefono, invia sul doppino
una tensione alternata che ne attiva la suoneria. Quando la cornetta
dell'apparecchio telefonico viene sollevata, nel telefono
si chiude un interruttore che determina lo scorrimento di una
corrente continua nel subscriber loop, indicando la risposta da parte del chiamato.
All'interno del telefono troviamo un particolare trasformatore a
quattro porte, in grado di separare il segnale in ingresso da
quello in uscita, in modo da inviare il primo all'altoprlante, e
di inviare al secondo quello del microfono.
Per comporre il numero, fino agli anni 80 erano in uso i dischi combinatori,
che aprendo e chiudendo l'interruttore, determinavano una forma d'onda
impulsiva, in cui il numero degli impulsi corrispondeva alla cifra
immessa. Questo meccanismo è in diretta relazione alla presenza, nelle
centrali telefoniche di prima generazione, di motori passo-passo che
derminavano l'azionamento dei commutatori di centrale.
Il disco combinatore è stato poi soppiantato dalla attuale tastiera numerica DTMF (Dual Tone Multi Frequency),
in cui ad ogni tasto sono associate due frequenze che individuano la
cifra (od il simbolo * e #) premuta, come descritto dalla figura in
basso a sinistra. Viceversa, la segnalazione di utente nella direzione
centrale ->
utente avviene per mezzo di un codice basato su toni udibili, le cui
durate sono descritte nella figura in basso a destra.
Segnalazione di utente
|
| Utente -> Centrale |
Centrale -> utente |
 |
 |
Il
risultato dei messaggi di segnalazione di utente è esemplificato nella
figura a fianco, in cui è evidenziato come ogni conversazione è in
realtà composta da tre fasi imprescindibili:
- formazione della connessione (call setup),
in cui sono svolte le funzioni di indirizzamento, e vengono riservate
da parte della rete le risorse necessarie alla comunicazione
- mantenimento (hold), durante la quale le risorse impegnate sono utilizzate in modo esclusivo dalle parti in conversazione
- svincolo (release) in cui le risorse impegnate sono liberate
Il passaggio dalla telefonia analogia a quella numerica, in cui il
segnale vocale è campionato e quantizzato come PCM, non ha di fatto
alterato la presenza di queste tre fasi.
ISDN
La Integrated Service Data Network è una modalità
di accesso numerico alla rete telefonica, definito da una serie di standard reperibili presso l'ITU. In ISDN la conversione A/D
avviene presso l'utente, il quale può collegare allo stesso bus ISDN (interfaccia S
a quattro fili, utilizzante un codice di linea AMI), diversi
dispositivi numerici, oppure anche analogici, interponendo per questi
ultimi un dispositivo detto Terminal Adapter (TA).
L'accesso alla rete da parte del dispositivo NT (Network Termination) connesso al doppino, corrisponde alla Interfaccia U, su cui è trasmesso un segnale a quattro livelli noto come 2B1Q, per il quale sono standardizzate due diverse velocità di trasmissione. Nella modalità cosiddetta di Accesso Base (BRI, Basic Rate Interface), si ha a disposizione un collegamento numerico di banda base a 144 kbps, in cui trova posto una struttura di trama che ospita due canali voce (B1 e B2, da Bearer,
con dati PCM) a 64 kbps, in cui la trasmissione avviene in modo
ininterrotto, e un canale dati (D) a 16 kbps, in cui la trasmissione
avviene in modalità a pacchetto, ed in cui trovano posto le
informazioni di segnalazione, come il protocollo Q.931.
Nella modalità di Accesso Primario (PRI, Primary Rate Interface),
adatta al collegamento di centralini, si hanno a disposizione 30 canali
B (voce) a 64kbps, ed un canale D (dati) di segnalazione a 64 kbps.
Dato che l'accesso ISDN preserva il flusso binario inviato sui
canali B da estremo a estremo della rete, su quegli stessi canali posso
essere inviate anche informazioni niente affatto vocali, ma bensì
nativamente numeriche, purché il ricevente condivida le stesse modalità
di interpretazione dei bit in arrivo. Struttando tale possibilità, sono
ad esempio stati definiti i primi standard di videotelefonia H.320.
Multiplazione statistica
Nel caso della trasmissione dati a pacchetto, non
è necessario impegnare il mezzo
trasmissivo in modo
esclusivo, ma la trasmissione può avvenire in modalità
sporadica, ed i dati inviati ad intervalli irregolari. Questo
motivo,
assieme alla dimensione variabile delle singole comunicazioni, porta a
suddividere la comunicazione in unità autonome indicate come pacchetto
dati.
La
trasmissione dei pacchetti può avvenire in
forma multiplata
(ovvero, condividendo lo stesso mezzo trasmissivo tra più
comunicazioni) in modo statistico,
ovvero senza riservare con esattezza risorse a questo o quel
tributario. Infatti, in questo caso il multiplatore si limita ad
inserire i pacchetti ricevuti in apposite code,
da cui li preleva per poterli trasmettere in sequenza. La presenza di
code, comporta
- il determinarsi di un ritardo variabile ed impredicibile
- la possibilità che la coda sia piena, ed il pacchetto in
ingresso venga scartato
Per contro, se ogni pacchetto reca con sé le informazioni necessarie al
suo recapito, la rete di trasmissione non necessita di una apposita
fase di setup dell'instradamento: nel caso della commutazione
di pacchetto a datagramma, ogni pacchetto fa caso a sè.
Commutazione
di circuito
La rete telefonica pubblica (PSTN),
è storicamente basata sui principi della commutazione
di circuito, e sulla multiplazione
a divisione di tempo con struttura di trama.
Agli albori della telefonia, ossia nell'epoca dei telefoni a
manovella, con la cornetta appesa al muro, la comunicazione si basava
sulla creazione di un vero
proprio circuito elettrico, grazie
all'operato di un centralinista umano, che collegava
fisicamente tra loro le terminazioni dei diversi utenti. Nel
caso
in cui intervengano più centralinisti in cascata, la chiamata
risulta instradata
attraverso più centralini. Da allora, il termine commutazione di circuito
individua il caso in cui
- è necessaria una fase di setup precedente
alla comunicazione vera e propria, in cui vengono riservate le risorse;
- nella fase di setup si determina anche l'instradamento della
chiamata nell'ambito della rete, che rimane lo stesso per tutta
la durata della medesima;
- le risorse trasmissive restano impegnate in modo esclusivo
per l'intera durata della conversazione.
Le
cose non sono cambiate di molto (da un punto di vista concettuale) con
l'avvento della telefonia numerica: in tal caso, più segnali vocali
sono campionati
e quantizzati
in modo sincrono, ed il risultato (numerico) è multiplato in una trama PCM, in cui
viene riservato
un intervallo temporale per ognuno dei flussi tributari.
La segnalazione nelle reti telefoniche
In una centrale telefonica gli organi di governo elaborano le informazioni di segnalazione allo scopo di comandare i dispositivi di commutazione, in modo che le comunicazioni in transito vengano instradate verso la porta di uscita che si affaccia sulla linea di giunzione corretta. Quindi, nel caso della segnalazione associata al canale,
le informazioni di segnalazione sono re-immesse nella trama di uscita
che trasporta la comunicazione instradata, in modo da poterle
utilizzare anche nell'ambito delle successive centrali di transito.
Nel caso di segnalazione a canale comune invece, i messaggi di segnalazione viaggiano in modo dissociato dalle corrispondenti comunicazioni, e sono trasmessi su di una rete di segnalazione distinta da quella su cui viaggiano le comunicazioni, con una modalità di trasmissione a pacchetto.
Architettura della rete telefonica
Sistema di Segnalazione No. 7
Il Signaling System #7
(SS7) è un insieme di protocolli di segnalazione telefonica a canale
comune, usato per controllare la maggior parte delle chiamate
telefoniche della PSTN mondiale, che in questo caso prende il nome di Intelligent Network
(IN). Oltre ad gestire la fasi di instaurazione e abbattimento della
chiamata, permette altri servizi come reindirizzamento, carte
prepagate, SMS, numero verde, conferenza, richiamata su occupato...
L'SS7 è descritto dalla serie di raccomandazioni ITU-T Q.700,
a cui aderiscono anche le varianti regionali descritte
da altri enti normativi. I messaggi SS7 sono trasferiti mediante
connessioni numeriche tra entità di segnalazione, ospitate nelle
centrali telefoniche, indicate con i termini di
-
Service switching point
(SSPs), che termina la segnalazione di utente, ed invia una query
all'SCP per determinare come gestire la richiesta di servizio;
- Signal Transfer Point (STPs), che instrada i messaggi SS7 tra le diverse entità della IN;
- Service Control Point (SCPs), che interroga un Service Data Point
(SDP), il quale a sua volta detiene un database che identifica il
numero geografico a cui deve essere inoltrata la chiamata.
Alternativamente, l'SCP può determinare la ripoduzione di messaggi
preregistrati, o richiedere ulteriore input da parte del chiamante, in
base all'Intelligent Network Application Protocol (INAP) che opera sopra il Transaction Capabilities Application Part (TCAP) della pila protocollare SS7.
Oltre
alle entità che prendono parte alla architettura, SS7 è definito anche
nei termini della gerarchia protocollare che descrive la
stratificazione delle funzioni necessarie allo svolgimento dei
serizi richiesti. Il semplice scambio dei messaggi tra le entità è
basato su di una rete a commutazione di pacchetto, ed avviene in base
alle procedure collettivamente indicate come Message Transfer Part
(MTP), responsabile della consegna affidabile dei messaggi SS7 tra
le parti in comunicazione. Le funzioni di MTP sono stratificate su
tre livelli, che dal basso in alto, si occupano degli aspetti di
trasmissione tra le entità, della gestione degli errori in modo da
garantire una comunicazione affidabile, e dell'instradamento dei
messaggi tra le entità.
Al disopra della MTP possono operare diversi procolli indicati come User Part, come ad esempio il Signalling Connection Control Part
(SCCP), che arricchisce le funzionalità di rete, offrendo ulteriri
capacità di indirizzamento, ed un servizio orientato alla conessione
anziché a pacchetto; attraverso SCCP possono operare processi
applicativi basati sul Transaction Capabilities Application Part (TCAP).
Altri esempi di User Part sono la Telephone User Part (TUP) e la ISDN User Part (ISUP). TUP è stata la prima UP ad essre definita, ed offre il
supporto all'offerta di servizi PSTN mediante la rete SS7. Attualmente
è quasi ovunque rimpiazzato da ISUP, che offre altri servizi, come ad
esempio l'identificazione del chiamante, e che può dialogare con l'MTP anche per il tramite di SCCP.
Qualora la rete di interconnessione tra le entità della IN sia
una rete IP, allora sono da considerare gli ulteriori protocolli
indicati come SIGTRAN.
Plesiochronous Digital Hierarchy
(Tratto da Wikipedia)
Paesi diversi hanno definito velocità diverse per i livelli della
gerachia di multiplazione PDH, ed anche se questi risultano
confrontabili tra loro, se ne rende problematica l'interoperabilità,
come riportato nella tabella seguente, in cui sono indicati i codici di
classificazione dei diversi casi:
| Livello |
Nordamerica |
Europa |
Giappone |
| Mbit/s |
Classificazione |
Mbit/s |
Classificazione |
Mbit/s |
Classificazione |
| 1 |
1,544 |
(T1) |
2,048 |
(E1) |
1,544 |
(J1) |
| 2 |
6,312 |
(T2) |
8,448 |
(E2) |
6,312 |
(J2) |
| 3 |
44,736 |
(T3) |
34,368 |
(E3) |
32,064 |
(J3) |
| 4 |
274,176 |
(T4) |
139,264 |
(E4) |
97,728 |
(J4) |
| 5 |
|
|
564,992 |
(E5) |
397,200 |
(J5) |
Add and Drop Multiplexer (ADM)
L'operazione di aggiungi e togli
è una funzione basilare in un sistema di multiplazione, e consiste
nell'inserire e/o estrarre un singolo tribuario dal flusso multiplato.
Lo svantaggio principale di un sistema PDH è che per estrarre un
singolo tributario da un flusso multiplato di gerarchia superiore, è
necessario eseguire un'operazione inversa a quella di multiplazione,
ovvero demultiplare l'intero flusso, compresi gli altri tributari
(passanti),
e successivamente ri-multiplare di nuovo il tutto.
Questa caratteristica
limita notevolmente la flessibilità nelle configurazioni di rete che si
possono ottenere con questa tecnologia, e per i tributari passanti
comporta l'aggiunta di un tempo di ritardo addizionale dovuto alle
operazioni di demultiplazione e multiplazione.
Nella pratica, oggi si usano solo flussi di tipo E1, E3 ed E4, che sono
quelli più adatti per essere trasportati nella gerarchia sincrona SDH,
multiplando direttamente sedici tributari a 2 Mbit/s all'interno di un
unico flusso a 34 Mbit/s.
Synchronous Digital Hierarchy
Al contrario di PDH, l'SDH ha solo una variante (nel Nord America), denominata SONET (Synchronous Optical Network),
i cui livelli sono siglati STS oppure OC nel caso in cui ci si
riferisca al segnale ottico corrispondente, e che interopera abbastanza
bene con SDH. La tabella seguente elenca le velocità associate ai
diversi livelli della gerarchia di multiplazione SDH/SONET:
| SONET Frame Format |
SDH level and Frame Format |
Payload bandwidth (kbit/s) |
Line Rate (kbit/s) |
| STS-1 |
|
48,960 |
51,840 |
| STS-3 |
STM-1 |
150,336 |
155,520 |
| STS-12 |
STM-4 |
601,344 |
622,080 |
| STS-24 |
STM-8 |
1,202,688 |
1,244,160 |
| STS-48 |
STM-16 |
2,405,376 |
2,488,320 |
| STS-96 |
STM-32 |
4,810,752 |
4,976,640 |
| STS-192 |
STM-64 |
9,621,504 |
9,953,280 |
| STS-768 |
STM-256 |
38,486,016 |
39,813,120 |
| STS-1536 |
STM-512 |
76,972,032 |
79,626,120 |
La differenza strutturale rispetto a PDH, è che in SDH i tributari
usano tutti lo stesso clock, da cui deriva la possibilità di aggiungere
e togliere un singolo tributario senza alterare il flusso in cui è
immerso, come esemplificato nella figura seguente.
SDH
nasce allo scopo di consentire il trasporto di dati di diversa origine
(PCM telefonico, ISDN, pacchetti Ethernet ed IP, celle ATM), come
illustrato nella figura a fianco, che rappresenta impilate le
diverse elaborazioni che i tributari devono subire per essere immessi
nel flusso SDH.
SDH si basa su di
una struttura di trama di durata di 125 usec, durante i quali sono
trasmessi in modalità byte interleaved
una sequenza di ottetti provenienti da diversi tributari a 64kbps che
condividono la medesima sorgente di temporizzazione, cosicché ogni
tributario può essere inserito/prelevato semplicemente
scrivendo/leggendo sempre nello stesso punto (con la stessa fase) un
ottetto ogni trama.
Il livello più basso della gerarchia è indicato come STM-1 (Synchronous Transport Module),
ed opera ad una velocità di 155.52 Mbit/s, equivalente alla
multiplazione di 270 flussi PDH E1. STM-1 è caratterizzato infatti da
una trama composta da 2430 ottetti, di cui 81 di segnalazione e 2349 di
dati, ovvero usando un ottetto di segnalazione ogni 30 totali, quasi
come avviene per il flusso PDH E1 (in cui c'è un
intervallo di segnalazione, il 16°, ogni 31 ottetti). Gli ottetti
di segnalazione sono però ora raggruppati a gruppi di nove, seguiti da
29*9=261 ottetti di dati, ed il risultato è tradizionalmente
rappresentato incolonnando le 9 sotto-sequenze di 270 ottetti come in
figura, rappresentando così una trama come una matrice di 9 righe per
270 colonne.
Le prime 9 colonne prendono il nome di Overhead della trama, mentre la parte dati è indicata come Payload
(o carico pagante). L'Overhead contiene informazioni di segnalazione
strettamente inerenti al processo di multiplazione, ossia finalizzate
all'espletamento di funzioni OAM (Operation, Administration, Maintenance), che sono ora associate ad un annidamento di sezioni di trasmissione: Path, Multiplazione e Rigenerazione.
Infatti, il percorso (Path) compiuto da un singolo tributario, si
snoda tra un unico multiplatore di ingresso ed un unico demultiplatore
di uscita, ma ad ogni multiplatore Add and Drop (o
commutatore) incontrato, viene definita una nuova sezione di
multiplazione. Allo stesso modo, ad ogni ripetitore rigenerativo
incontrato, è definita una nuova sezione di rigenerazione. Per ognuna
di queste sezioni, è definito un OH specifico per le operazioni OAM
associate.
Dato
che un ADM è anche rigeneratore, e che i dispositivi di ingresso uscita
del tributario sono anche ADM, si determina la stratificazione
funzionale per la segnalazione raffigurata a fianco, in cui è
evidenziato come l'Overhead associato alle sezioni più esterne
venga impilato su quello
delle sezioni interne. Ma a differenza dell'incapsulamento
proprio dei formati di trasmissione a pacchetto, in questo caso i
tre tipi di Overhead (Path POH, Multiplex Section MSOH, Regenerator Section RSOH) sono inseriti nella trama STM-1 in punti diversi, come mostrato dalla figura seguente.
Nelle
prime tre righe dell'overhead della trama STM-1 trova posto l'RSOH, che
viene scritto dai dispositivi di rigenerazione, e quindi letto e
ri-scritto ad ogni rigeneratore successivo; in particolare, alla prima
riga sono presenti i flag che consentono di acquisire il sincronismo di
trama. Nelle ultime cinque righe dell'OH, troviamo il MSOH, scritto,
letto e ri-creato dai dispositivi di multiplazione. Il POH trova
posto all'interno del payload, e su questo torniamo tra brevissimo.
Alla quarta riga dell'OH di trama, troviamo un puntatore (AU Pointer),
che specifica la posizione di inizio del payload (chiamato ora AU, o Administrative Unit) nell'ambito della struttura di trama.
La presenza di questo puntatore deriva dalla volontà di ridurre al
minimo l'uso di buffer e l'introduzione di ritardi di consegna;
pertanto i dati da trasmettere NON vengono inseriti nella struttura di
trama all'inizio della stessa, bensì al primo ottetto possibile al
momento della disponibilità dei dati stessi. Quindi, è più che normale
il caso in cui la AU inizi a metà di una trama, e termini a metà della
trama successiva. La coppia AU ed AU Pointer prende quindi il nome di Administrative Unit Group (AUG).
Il
riempimento della AU con i dati da trasmettere, avviene (vedi figura)
seguendo una serie di passi successivi, che vedono prima la creazione
di una struttura dati detta Container, a cui si aggiunge il POH per ottenere un Virtual Container, da cui deriva la AU, dopo l'aggiunta del puntatore.
Notiamo ora che non necessariamente la AU deve essere riempita da un
unico tributario; al contrario, la multiplazione serve appunto ad
ospitarne diversi!! A questo scopo, più VC a bassa velocità possono
essere a loro volta multiplati in modalità byte interleaved, per
produrre una struttura dati intermedia indicata TU (Tributary Unit), che a sua volta può essere inserita assieme ad altre TU, all'interno del VC di ordine superiore
Non approfondiamo oltre questo argomento, che richiede una buona dose
di pazienza per essere analizzato a fondo, e ci limitiamo ad inserire
un diagramma che mostra le possibilità di combinazione di tributari
differenti, in accordo alle spcifiche di ETSI.