Dove siamo arrivati

Ogni volta che il formato gratuito del libro viene scaricato, da questo lato del sito resta memorizzato l’indirizzo IP del richiedente. Quando sono andato a geolocalizzare i dati raccolti, ho scoperto che non solo il libro si è diffuso in tutto il paese, ma ha varcato le frontiere, spingendosi addirittura oltre i confini Europei!

La mappa qui sotto si riferisce alle ultime tre edizioni prodotte, relative ad un periodo che va da marzo 2016 a giugno 2019, per un totale di 1720 scaricamenti. La mappatura è realizzata passando l’elenco degli indirizzi da mappare a BatchGeo.com (max 250 alla volta), e scaricando da li le coordinate geografiche in formato KML. Questi file possono quindi essere passati a MyMaps di Google, eventualmente disponendoli su livelli diversi. Quando più indirizzi si mappano tutti su di un medesimo punto, viene disegnato solo l’ultimo segnaposto.

La copertura dell’Italia è piuttosto uniforme, e rispecchia all’incirca la penetrazione della rete a larga banda, rada in corrispondenza di monti, aree rurali o scarsamente popolate, e densa in corrispondenza di sedi universitarie e zone produttive. Sono contento, il mio lavoro è prima di tutto a beneficio della comunità italiofona!

Allargando la visuale, partiamo da Algeri per scoprire lettori in Spagna, UK, Belgio, Olanda, Germania Svizzera e Francia. Anche al nord est trovo estimatori, Praga Varsavia Tallin e Stoccolma, ma anche Romania e Ucraina, fino a Mosca ed oltre. Che dire allora del Libano, degli Emirati Arabi, di Teheran e Kabul? Secondo me sono lavoratori italiani che, dovendo portare a termine un lavoro, rivolgono domande alla rete, e si imbattono nelle mie risposte, che mi auguro siano loro utili!

Ma la sorpresa più grande è stato ritrovare estimatori anche oltre oceano! Quebec, Toronto, Boston e Filadelfia, poi Indianapolis e Kansas City, fino a Seattle e California. Ed in america latina, completano il quadro Colombia, Equador e Brasile.

Che dire, che sono commosso? Un po’ si, lo ammetto, poter disporre di una rappresentazione che concretizza e certifica la diffusione che sta avendo il mio lavoro, mi porta a pensare che sia stato almeno un po’ utile a chi lo ha scaricato.

Volendo trarre una lezione dai dati, per prima cosa osserviamo che una tale diffusione da parte di un progetto di cultura libera che non si avvale di promozione e distribuzione fisica è merito della rete Internet, del WWW e di Google, e dimostra come il mondo dell’editoria tradizionale faccia tutto tranne che gli interessi della cultura. Ci accorgiamo inoltre che, mentre i corsi di laurea di tutta Italia orientati alle telecomunicazioni vedono gli immatricolati diminuire di anno in anno, esiste comunque un interesse per la materia tutt’altro che trascurabile. Forse anche l’università sta fallendo il suo ruolo di dispensatrice di cultura, arroccata come è alla ricerca di fondi, di meritocrazia, di premialità e di costruzione di immagine?

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