4.1 Teorema del campionamento
Esprime la possibilità di ricostruire un segnale limitato in banda a partire dai suoi campioni:
Un segnale con spettro nullo a frequenze maggiori di W è completamente descritto dai suoi valori prelevati ad intervalli temporali regolari tn = nTc, con n intero e periodo di campionamento Tc ≤ 12W; da questi è possibile risalire ai suoi valori per qualunque altro istante
La frequenza
fcmin = 1TcMax = 2W, chiamata
velocità di Nyquist, corrisponde alla
minima velocità con cui occorre campionare un segnale
x(t) limitato in banda, ed è pari al doppio della massima frequenza
W presente nel segnale. Se questa condizione è rispettata, il segnale originario può essere (ad esempio) ricostruito ricorrendo ad una formula di
interpolazione (detta
cardinale) che utilizza i campioni di segnale
x(nTc) nell’espressione
che si basa sulla ripetizione ritmica del segnale
sinc(fct) = sinπfctπfct, detto per questo motivo
seno cardinale (pag.
39). Come richiamato in fig.
4.1-a),
sinc(fct) passa da zero per gli istanti
t = n⁄fc = nTc, e dunque sommando i termini
sinc(fc(t − nTc)) centrati a multipli di
Tc e con ampiezza
x(nTc) si ottiene il risultato di
4.1-b), ovvero un segnale che per
t = nTc vale
esattamente x(nTc), mentre negli istanti intermedi il valore si forma come
somma di tutte le “code” dei
sinc adiacenti.
Osserviamo ora che la
(10.66) può essere realizzata mediante lo schema simbolico mostrato in fig.
4.3, ovvero moltiplicando il segnale
x(t) per un treno di impulsi
πTc(t) con periodo
Tc ≤ 1⁄2W, ed il risultato
x•(t) fatto passare attraverso un filtro con risposta impulsiva
h(t) = sinc(fct). Il segnale
x•(t) = x(t) ⋅ πTc(t) è dunque costituito (eq.
(10.43)) da impulsi con area pari ai campioni di segnale, ossia
x•(t) =∞⎲⎳n = −∞x(nTc)δ(t − nTc)
e per ogni impulso
x(nTc)δ(t − nTc) presente in ingresso al filtro si otterrà in uscita una replica della risposta impulsiva centrata sulla posizione dell’impulso, ovvero
x(nTc) ⋅ sinc(fc(t − nTc)), e cioè
y(t) = x•(t) * h(t) = [ ⎲⎳n x(nTc)δ(t − nTc) ] * sinc(fct) = = ⎲⎳n x(nTc) sinc(fc(t − nTc))
che corrisponde alla
(10.66). Per dimostrare che il segnale
y(t) così ottenuto eguaglia il segnale originario
x(t), deriviamo l’espressione di
X•(f) = F {x•(t)}. Ricordando il risultato a pag.
1 per la trasformata di un treno di impulsi, possiamo scrivere
dove il penultimo passaggio scambia l’integrale (di convoluzione) di una somma con una somma di integrali, e l’ultimo passaggio tiene conto della proprietà di
convoluzione con un impulso (§
3.4.4).
Lo spettro di x•(t) è dunque un segnale periodico in frequenza costituito da infinite repliche di X(f), centrate a multipli della frequenza di campionamento fc, e che nel caso in cui si sia scelto fc = 2W ovvero pari al suo valore minimo, appare come mostrato a lato.
A questo punto osserviamo che al filtro con
h(t) = sinc(fct) corrisponde una risposta in frequenza
ovvero quella di un
passa basso ideale, che permette l’attraversamento delle sole frequenze nell’intervallo
( − fc⁄2, fc⁄2), e dunque dell’unica replica spettrale di
X•(f) centrata in
f = 0. In uscita è quindi presente un segnale
y(t) con spettro di ampiezza
Y(f) = H(f)X•(f) = 1fc f c X(f) = X(f)
che è perfettamente equivalente al segnale originario, ma ricostruito sulla base dei suoi soli campioni
x(nTc). Per questo motivo il filtro
H(f) è anche noto come
filtro di restituzione.
Abbiamo così verificato la correttezza della
(10.66) che esprime il teorema del campionamento nella sua forma
cardinale, ossia quando
fc è
esattamente pari a
2W, cioè pari al suo valore minimo. Analizziamo ora cosa accade se la condizione
fc ≥ 2W non è rispettata.
Questo termine ha origine dalla parola inglese
alias (copia, clone) e sta ad indicare il fenomeno che si produce nell’applicare il teorema del campionamento quando i requisiti non sono soddisfatti, e cioè quando la frequenza di campionamento è inferiore alla velocità di Nyquist, ossia
fc = 1Tc < 2W (ovvero
Tc > 12W).
In questo caso la
(10.67) indica come le repliche spettrali che compongono
X•(f) siano più ravvicinate, e si sovrappongano, come rappresentato dalla figura a lato: l’aliasing è infatti indicato anche come
fold-over, o
ripiegamento.
Quando questo avviene il filtro passa-basso di restituzione non è più in grado di estrarre la replica centrata in f = 0, e dunque il segnale y(t) alla sua uscita si differenzia da x(t) in particolar modo per i contenuti energetici nella regione delle frequenze più elevate.
Il fenomeno dell’aliasing
può insorgere, oltre che nel caso in cui si commetta il banale errore di adottare
fc < 2W, anche a causa di una imperfetta limitazione in banda del segnale da campionare, che infatti viene sempre preventiva- mente filtrato, in modo da assicurarsi che non contenga componenti a frequenze maggiori della metà di quella di campionamento.
4.1.2 Ortogonalità delle funzioni sinc
Si può dimostrare che le funzioni
sinc costituiscono una base di rappresentazione ortogonale per segnali limitati in banda, in quanto
Pertanto sussiste un
equivalente del teorema di Parseval
(2.3), ed il valore dell’energia
di un segnale limitato in banda è calcolabile a partire dai suoi campioni, e vale
Ex = ∞⌠⌡ −∞x(t)x*(t)dt = ⎲⎳k ⎲⎳h xkx * h ∞⌠⌡ −∞ sinc(fc(t − kTc)) sinc(fc(t − hTc))dt = ⎲⎳k ⎲⎳h xkx * h Tc δ(h, k) = Tc ⎲⎳k |xk|2