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UNIVERSITĀ DEGLI STUDI DI
ROMA
La Sapienza
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Anno: 2003 - prot. C26F037490
Domanda
di finanziamento di ricerca
della Facolta' di
INGEGNERIA
1. Dati Generali
1.1 Durata della ricerca
24 mesi
1.2 Responsabile della ricerca
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Cognome FALASCHI |
Nome Alessandro |
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Qualifica Ricercatore Universitario |
Data di nascita 13/01/1959 |
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Facoltā INGEGNERIA |
Dip. SCIENZA E TECNICA DELL'INFORMAZIONE E DELLA
COMUNICAZIONE (INFOCOM) |
Indirizzo Via Eudossiana, 18 00184
ROMA |
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Telefono 0644585482 |
Fax 06 4873300 |
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E-Mail alef@infocom.uniroma1.it |
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1.4 Titolo della ricerca
Live Streaming Internet mediante
Reti di Consegna Contenuti
2. Informazione sull'attivitā di
ricerca
2.1 Parole chiave
| 1. |
MULTIMEDIA |
| 2. |
SCALABILITA |
| 3. |
STREAMING |
| 4. |
ROUTING |
| 5. |
APPLICAZIONI
DISTRIBUITE |
| 2.2
Ambito della ricerca |
2.3
Tipologia |
Istituto/Dipartimento
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Nuova ricerca
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2.4 Componenti il gruppo di ricerca (escluso il
responsabile)
Personale docente e tecnici laureati della
Facolta'
| nš |
Cognome |
Nome |
Qualifica |
Ist./Dip. |
Altro personale
dell'Universitā di Roma "La Sapienza"
| nš |
Cognome |
Nome |
Qualifica |
Facoltā |
Ist./Dip. |
Note |
Personale di altre
Universitā/Istituzioni
| nš |
Cognome |
Nome |
Qualifica |
Universita'/Istituzione |
Ist./Dip. |
Note |
| 1. |
MØNSTER |
DAN |
Tecnico |
Danish IT Centre for Education
and Research |
Danimarca |
Chair of
TF-Netcast |
| 2. |
FIUMANA |
FRANCA |
Tecnico |
CINECA |
Bologna |
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2.5 Inquadramento della ricerca
proposta
La rete internet, nel suo
tumultuoso sviluppo, apre nuove prospettive di utilizzo nel contesto delle
comunicazioni multimediali "da uno a molti", ovvero l'equivalente della
diffusione
radio televisiva che ha accompagnato le sorti della societa' che si e' evoluta
nel ventesimo secolo.
Il conseguimento di tale (per ora ambizioso) obiettivo non e' pero'
immune dallo scontrarsi con diversi ostacoli che ne impediscono una sua
immediata
attuazione. Il piu' evidente e' rappresentato dalla scarsa scalabilita' delle
applicazioni basate sul paradigna client-server. Infatti, oltre un certo
numero di clienti, il server inevitabilmente inizia a degradare le proprie
prestazioni. La soluzione piu' comunemente adottata in tal caso e' quella
di aumentare il numero di server a disposizione, attuando tecniche di
bilanciamento
del carico. Ma se il numero di clienti contemporanei continua ad aumentare,
e nel caso della rete Internet ad estensione planetaria, potrebbe
tranquillamente
superare decine e centinaia di milioni, allora subentra un secondo fattore
limitante, quello della banda in uscita dalla batteria di server, che deve
permettere il transito delle informazioni dirette verso tutti i client.
In linea di principio, una soluzione perfetta al problema della
saturazione
della banda esiste gia', ed e' costituita dal trasporto multicast. In tal
caso, l'informazione lascia il server in una unica copia, e sono gli stessi
dispositivi router che instradano i pacchetti in rete, a provvedere alla
loro duplicazione, quando differenti destinatari di una stessa trasmissione
sono dislocati in diversi rami della rete. Sebbene tale soluzione sia
sicuramente
ottima, il multicast presenta altri problemi che ne ostacolano il pieno
supporto
da parte degli ISP commerciali; dunque, sono allo studio soluzioni
alternative.
La soluzione che va sotto il nome di Application Level Multicast tenta
di emulare il comportamento dei router multicast, disseminando in rete dei
dispositivi cosiddetti Relay o Splitter, che possono essere pensati come
una accoppiata di client e server: mentre dal lato client si richiede la
ricezione del media, dal lato server lo si invia (replicandolo) a tutti i
client a valle (siano essi utenti finali od ulteriori splitters). Una tale
logica di funzionamento si ispira evidentemente al funzionamento dei proxy
http, in cui si pone in prossimita' degli utenti un elemento di memorizzazione
dei contenuti remoti, allo scopo di non impegnare la rete per il trasferimento
di oggetti che non sono stati modificati a partire dal momento della
memorizzazione
da parte del proxy. La differenza e' che nelle trasmissioni multimendiali
non si desidera la memorizzazione locale, bensi unicamente la sua replica.
Il valore aggiunto da una Content Delivery Network (CDN) alla rete
Internet,
e' espresso in termini di "Scale and Reach", ossia dal risultato che si possono
servire una grande quantita' di clienti, il cui numero effettivo dipende
direttamente dal numero di nodi che componegono la CDN, e che questo risultato
e' ottenuto trasferendo i contenuti in prossimita' degli utenti stessi. Qualora
un gruppo di utenti non disponga di relay nelle proprie vicinanze, soffira'
dei limiti imposti sia dalla limitazione della banda condivisa dal gruppo,
che dai limiti di fan-out dei relay da cui si servono. Pertanto, la CDN deve
consentire in modo semplice di aggiungere ulteriori nodi che possano prendere
parte attiva alla architettura di distribuzione, permettendo agli
amministratori
di rete stessi, di risolvere direttamente le esigenze del proprio bacino
di utenza.
L'autenticazione reciproca dei nodi coinvolti, consente di mantenere
il sistema di consegna sotto il controllo di uno stesso gestore, ovvero di
coordinare in modo controllato l'instradamento del media tra i relay.
L'operativita'
di una CDN, richiede l'attuazione di una serie di componenti del servizio,
ossia l'instradamento della richiesta (il richiedente viene diretto verso
il relay a lui piu' vicino), la segnalazione ed il controllo (i contenuti
devo essere fatti prevenire al relay piu' prossimo al richiedente),
l'advertising
e l'accounting (i nodi di transito devono annunciare le proprie capacita',
le sorgenti devono pubblicizzare i propri contenuti, i nodi devono riferire
relativamente alla propria audience).
2.6 Sintesi del programma di
ricerca
La ricerca si articolera' in
diverse tappe, che possiamo elencare nei seguenti punti:
1) Rassegna dei lavori svolti sull'argomento nell'ambito di organismi di
standardizzazione internazionale
2) Definizione di un modello di riferimento terminologico e funzionale
3) Analisi dei prodotti e servizi presenti sul mercato e proposti
dall'accademia, attinenti al problema in analisi
4) Definizione di una o piu' soluzioni alternative al problema, mettendo in
evidenza vantaggi e svantaggi di ognuna di esse
5) Progetto di una architettura di rete idonea alla soluzione del problema,
individuazione dei ruoli funzionali necessari alla sua realizzazione
6) Sviluppo dei componenti software necessari a realizzare l'architettura,
riutilizzando il piu' possibile il codice open source gia' presente in rete
7) Sperimentazione pilota della soluzione individuata
8) Effettuazione di simulazioni software per verificare la scalabilita'
dell'architettura
in presenza di un elevato numero di client
9) Individuazione dei fattori che possono concorrerre alla ottimizzazione delle
prestazioni
10) Validazione delle strategie di ottimizzazione mediante simulazioni
software
11) Revisione del software realizzato per l'effettuazione dell'esperimento
pilota, integrandolo con le ottimizzazioni individuate per via simulativa
12) Rilascio pubblico del codice realizzato, ed organizzazione di un
esperimento su larga scala di utilizzo dello stesso
Come si vede, il programma si presenta molto dettagliato, prevedendo
tutti i passi diretti verso una effettiva realizzazione della Content Delivery
Network. Procediamo ora a dettagliare i singoli punti.
Per cio' che riguarda i punti 1, 2 e 3, le attivita' ad essi relative
possono considerarsi gia' particolarmente progredite, e sviluppate dal
proponente
nell'ambito della Task-Force TERENA denominata TF-NetCast. Tale gruppo di
lavoro e' composto da membri che aderiscono a titolo spontaneo, e si e'
costituito
sulla base del parere strategico espresso dal comitato tecnico di Terena,
organizzazioine quest'ultima che offre esclusivamente un supporto di
segreteria.
In questo contesto, si e' proceduto alla revisione dei lavori prodotti dal
gruppo di lavoro IETF denominato CDI (Content Delivery Internetworking),
che si e' costituito con lo scopo di gettare le basi per la definizione di
modalita' di interlavoro tra differenti fornitori di servizio CDN. Al momento
attuale, l'obiettivo del WG sembra troppo precoce, non essendosi ancora
costituito
un mercato, ma si e' conseguita la definizione di un modello terminologico
ed architetturale che costituisce una buona base di lavoro. Dal punto di
vista dell'esistente, invece, si e' provveduto a raccogliere informazioni
relative ai diversi produttori di dispositivi, nonche' quelle che descrivono
l'operativita' di fornitori del servizio di CDN. Questa fase dello studio
ha prodotto un buon livello di conoscenza dei dispositivi su cui e' possibile
contare, e tra questi si e' individato lo Streaming Server Darwin della Apple
come un ottimo strumento di sperimentazione e sviluppo, in quanto liberamente
disponibile con un licenza di tipo Open Source, ed inoltre perfettamente
configurabile in modalita "splitter", consentendo infatti di richiamare a
se (pull) i contenuti disponibili presso un diverso server RTSP, rendendoli
a sua volta disponibili ai suoi clienti a valle. Dal punto di vista dei
fornitori
di servizio, invece, non si e' riscontrata una particolare varieta' di
soluzioni
proposte, confermando cosi' i motivi dello scarso successo del WG IETF CDI.
Il principale attore, Akami, basa infatti la sua offerta su di un meccanismo
di redirezione della richiesta attuata mediante un DNS modificato, metodo
per il quale sono state avanzate in letteratura obiezioni e perplessita'
a riguardo della sua effettiva efficienza.
Relativamente ai punti 4 e 5, la studio attualmente si trova al punto
di analizzare i requisiti, la validita' e le controindicazioni relative ad
un approccio simile a quello di Akamai, ossia che basa la redirezione della
richiesta su di un DNS modificato, e di confrontare i vantaggi e gli svantaggi
individuati, con quelli derivanti da una originale architettura alternativa,
che affronta invece in modo congiunto i problemi dell'instradamento della
richiesta, dell'individuazione del miglior nodo in prossimita' del client,
e del set-up della consegna dei contenuti a tale nodo. Fin da subito, possiamo
concludere che, mentre l'approccio-Akamai consente di pubblicare su di un
portale di annuncio l'indirizzo attribuito in modo permanente alla risorsa,
consentendo una redirezione indipendente e successiva da parte del DNS, d'altra
parte lascia aperto il problema di come modificare in modo dinamico la
distribuzione
del media, in base alla localizzazione delle richieste che pervengono, ed
allo stato di carico dei nodi che sono coinvolti. L'architettura in via
definizione invece, trattando i due problemi in modo congiunto, si presta
efficacemente a modificare in modo dinamico la rete di distribuzione, evitando
inutili impegni di risorse in assenza di richieste. D'altra parte, proprio
in virtu' del fatto che la distribuzione e' attivata a seguito delle richieste
del client, la nuova architettura proposta necessita di una interazione piu'
stretta tra il portale di annuncio, che riceve le richieste del client, e
l'entita' di controllo della CDN, che provvede ad individuare lo splitter
piu' idoneo, a configurare il relaying, ed a comunicare l'esito al portale
di annuncio, che quindi lo comunica a sua volta al client.
Lo sviluppo dei componenti software necessari a realizzare l'architettura
(punto 6), prevede di basarsi sull'uso di Darwin streaming server, gia'
menzionato,
e di scrivere del codice apposito che consenta sia l'interazione tra il portale
di annuncio e l'entita' di gestione della CDN, sia l'interazione tra
quest'ultima
ed i nodi che compongono la CDN. In particolare, i protocolli che permettono
queste interazioni, definiscono unicamente il piano di segnalazione della
CDN, e dunque la stessa architettura risultera' idonea anche all'uso di
entita'-relay
differenti da Apple Darwin SS, rendendo l'operativita' della CDN indipendente
dal particolare formato/protocollo usato dalla origine dei contenuti.
Lo sviluppo dei componenti software necessari a realizzare l'architettura,
ossia il punto (6), puo' essere intrapreso seguendo le linee guida dei
cosiddetti
Web Services, che potrebbero essere considerati gli eredi dei CGI, e che
consistono nel richiedere l'esecuzione di codice su di un diverso nodo di
rete, a seguito di una richiesta HTTP. Mentre nei CGI originari il passaggio
dei parametri tra chiamante e nodo attuatore avviene in modo tutto sommato
primitivo, attualmente si preferisce rappresentare i metadata in transito
mediante una codifica XML, che permette una adeguata tipizzazione e verifica
dei parametri delle richieste, e dei contenuti delle risposte. In tale ambito,
sussistono diverse proposte, dalla piu' basilare XML-RPC, alla piu' articolata
SOAP. I vantaggi e svantaggi delle due tecniche, saranno valutati nel corso
della ricerca.
Per il punto (7) (sperimentazione pilota) ci si avvarra' della
collaborazione
degli altri partners della Task Force TERENA TF-NETCAST, realizzando una
piccola rete di nodi su cui e' in esecuzione il codice in grado di istituire
il PULL di un contenuto streaming da un nodo "a monte" al nodo stesso; inoltre,
si realizzera' un componente di controllo centralizzato, a cui far afferire
la registrazione dei nodi che intendono prendere parte alla CDN, e da cui
si dipartono i messaggi di controllo verso i nodi. Infine, deve essere definita
la modalita' con la quale il portale di annuncio puo' interagire con l'unita'
di controllo della CDN. In particolare, il portale deve comunicare all'unita'
di controllo l'indirizzo IP del client che richiede una risorsa; l'unita'
di controllo, in base alle informazioni raccolte durante la fase di
registrazione,
individua il relay piu' idoneo, eventualmente altri relay intermedi, li
configura
tutti, e restituisce al portale di annuncio l'indirizzo del portale
selezionato.
La scrittura del codice da eseguire sui diversi nodi, avverra' con tutta
probabilita' in PERL oppure in PHP.
Relativamente ai punti 8), 9) e 10), questi segnano il confine tra uno
studio di fattibilita' ed uno studio scientifico vero e proprio. In
particolare,
la simulazione software di un sistema con molti nodi, e' l'unico metodo
possibile
per tentare di prevedere il funzionamento della CDN quando sottoposta ad
un carico reale dell'ordine dei milioni di utenti. In questa fase, che si
intende sviluppare grazie all'utilizzo di strumenti OpenSouce come ad esempio
OMNeT++, si prevede di sperimentare l'efficienza di diverse soluzioni di
strutturazione topologica della CDN, valutando l'efficacia delle decisioni
prese sulla base della conoscenza di diverse grandezze di osservazione, come
ad esempio il carico della CPU e l'impegno di banda, oppure anche altre
informazioni
relative a COPPIE di nodi, permettendo quindi di tenere conto anche delle
condizioni di carico del segmento di rete tra due nodi.
I punti 11) e 12) saranno realizzati solo al termine di tutta questa
lunga fase di studio e sperimentazione preliminare, sperabilmente con il
contributo di qualche cofinanziamento, e... se arriviamo fin qui sara'
veramente
un successone !!!
3. Elenco delle migliori pubblicazioni negli
ultimi 5 anni
A) Pubblicazioni su riviste
scientifiche
| 1. |
PIAZZO L.; KELLER T.; FALASCHI
A.; MANDARINI P. (2002). Time and frequency synchronisation in DQPSK-OFDM
based high speed wireless local area networks EUROPEAN TRANSACTIONS ON
TELECOMMUNICATIONS. (vol. May-June - 3) |
B) Pubblicazioni di volumi o
saggi in volume
| 1. |
FALASCHI A. (2002).
Trasmissione Multimedia via Internet
Seminario tenuto il 7 febbraio 2002 presso il Dip. Info-Com dell'Universitā
di Roma. ROMA: http://infocom.uniroma1.it/alef/mmedia/sem/ (ITALY)
|
| 2. |
FALASCHI A. (2001). Elementi
di Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione pp. 308
Disponibile liberamente presso http://infocom.uniroma1.it/alef/libro.
|
C) Pubblicazioni su atti di
convegni e congressi
| 1. |
FALASCHI A. (2003).
Practical Speak Subscription Handling in Multicast Conferences TERENA
Networking Conference 2003 in association with the CARNET Users' Conferen.
Zagreb, 19 - 22 May 2003. |
| 2. |
FALASCHI A. (2000).
PHP+PostgesSQL = Conosciamoci Inserendo LIME2000. 11-12 Novembre.
|
| 3. |
FALASCHI A. (1998). Sintesi
di movimenti labiali in base ad evidenze acustiche XXVI convegno AIA.
27-29 Maggio. |
| 4. |
FALASCHI A. (1998). Da BBS a
POP Internet: l'evoluzione possibile LIME98 - Pluto Meeting. 7-9 Ottobre.
|
D) Altro (pubblicazioni non
previste nei punti precedenti)
| 1. |
FALASCHI A. (2002). Video e
Voce In Rete
http://infocom.uniroma1.it/alef/mmedia/sem/li/. febbraio. Seminario tenuto
il 22 febbraio 2002 nell'ambito dei workshop organizzati dal gruppo di lavoro
OpenSource dell'AICA - Milano. |
4. Richiesta di finanziamento del
progetto
| |
|
Note (specificare in dettaglio le
spese) |
|
4.1 A) Totale spese per
l'acquisto di apparecchiature scientifiche |
€ 2.000 |
Acquisto di un computer di
potenza sufficiente a svolgere operazioni di codifica video di buona qualita;
acquisto di una videocamera; acquisto di un secondo computer con funzioni
di relay |
|
4.2 B) Spese generali per la
ricerca |
|
|
|
4.2.1 Materiali di
consumo e manutenzione strumenti |
€ 200 |
Libri e documentazione; carta e
stampe, supporti magnetici. |
|
4.2.2 Missioni -
Seminari |
€ 2.000 |
Si prevede di partecipare
ad almeno un congresso internazionale, e di effettuare 3/4 trasferte di
coordinamento
con partners europei |
|
4.2.3 Raccolta, codifica
e elaborazioni dati |
€ 300 |
acquisizione e catalogazione di
materiale audio visivo da TV; archiviazione per Live Streaming
simulato |
|
4.2.4 Altre
voci: |
€ |
|
|
TOTALE B |
2.500 |
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE A+B |
4.500 |
|
(*) Nota: indicare per ogni strumentazione il costo come da preventivo,
IVA inclusa.
4.5 Finanziamenti ottenuti negli ultimi due
anni
| |
Anno |
Fondo assegnato |
Fondo impegnabile |
| 4.5.1 |
2000 |
Voce A |
Voce A |
| |
|
Voce B |
Voce B |
| 4.5.2 |
2001 |
Voce A 0 (0 Euro) |
Voce A |
| |
|
Voce B 2.600.000 (1.343 Euro) |
Voce B 170 |
4.5.3 Consuntivo scientifico per l'ultimo anno
di finanziamento ottenuto
La ricerca aveva per titolo
Video telefonia su reti a pacchetto, fisse e mobili
e, nonostante la sua durata prevista fosse di due anni, si e' sviluppata
su di un solo anno. La sperimentazioone a riguardo ha prodotto un lavoro
di tesi di laurea, publicato su internet presso
http://genni.ing.uniroma1.it/tesi/ac/indice.html
in cui si e' sperimentata l'operativita' sia del componente gatekeeper
che della MCU, previsti dalla architettura H.323. In particolare, il computer
su cui si e' condotta la sperimentazione, e' stato acquisito con il residuo
di un differente fondo di ricerca (CNR), mentre per il software ci si e'
basati sulla realizzazione Open Source OpenH323 disponibile presso
http://www.openh323.org/.
La sperimentazione ha permesso lo sviluppo di un punto di incontro e
contatto tra utenti di videotelefonia, che permette agli stessi di entrare
in comunicazione semplicemente scambiandosi l'identificativo "alias" con
cui si sono registrati al GateKeeper, senza necessita' di investigare sul
proprio indirizzo internet, ne' di rivelarlo.
L'uso della unita' MCU permette invece a piu' partecipanti di condividere
uno stesso spazio virtuale di comunicazione, in quanto il video che e' inviato
ad ognuno dei partecipanti, risulta suddiviso in quattro parti, entro ognuna
delle quali compare l'immagine di una delle ultime quattro persone che hanno
preso la parola.
Lo stesso elemento MCU permette inoltre ai partecipanti di verificare
la propria capacita' di inviare/ricevere video, e di ricevere audio, in quanto
si e' sviluppata una interfaccia WEB capace di controllare un ricevitore
televisivo, e di inviare i segnali audio e video ricevuti verso l'MCU, che
a sua volta li re-invia a chi si e' collegato per prova.
I punti rimanenti del progetto (Gateway con il centralino di ateneo,
interconnessione ad altri gatekeeper mondiali per condividere uno stesso
piano di numerazione) sono stato giudicati al momento troppo ambiziosi, non
tanto per la difficolta' intrinseca, quanto per la totale assenza, nella
struttura che ospita la ricerca, di qualsiasi figura di personale tecnico
al quale poi si sarebbe dovuta affidare la gestione del sistema.
L'impegno della quasi totalita' della somma finanziata, e' invece e' servita a
coprire le spese di partecipazione al congresso
TERENA Networking Conference 2003 in association with the CARNET Users'
Conference: Zagreb, 19 - 22 May 2003
5. Parere del Dipartimento/Istituto di
appartenenza del responsabile
|
|
|
Data delibera:
|
30/05/2003 |
Parere:
|
POSITIVO |
|
Firma |
...................................... |
Data 05/06/2003 11:55 |