Filosofia delle evidenze di AnM

Dopo anni di esperienze con Avventure nel Mondo, ho elaborato una serie di punti di vista per poter descrivere il tipo di esperienza a cui si va incontro partendo con loro. Provo a metterli in fila, sviluppando attraverso di essi un ragionamento più articolato.

  • non sarai in vacanza, ma piuttosto stai partecipando ad un prova, un test a cui ti sottoponi
    Ci sono troppe variabili indipendenti: i tuoi compagni di viaggio, il coordinatore, la logistica, se piove o fa caldo ed hai sbagliato a vestirti... senza contare la deprivazione della libertà conseguente alla ininterrotta contiguità con i tuoi compagni di viaggio, simpatici o antipaticici, che ti sono capitati. Se resisti fino alla fine senza entrare in conflitto con gli altri, e sopratutto senza rovinarti la vacanza, puoi continuare a partire con loro.
  • potrai approfondire i tuoi studi antropologico-comportamentali
    Non tanto e non solo per i luoghi distanti che ci si può trovare a visitare, ma sopratutto per il rapporto tribale che si instaurerà tra i partecipanti, con l'emergere di leadership, lo schieramento con l'uno o con l'altro in caso di dissenso, e poi c'è chi brontola, e/o propone inascoltato, e chi va d'accordo con tutti. Il mondo è bello perché è vario!
  • è una forma di terapia di gruppo, denominata umanoterapia
    Per chi come me vive quasi sempre davanti allo schermo di un computer, l'evoluzione delle dinamiche di gruppo è fonte di meraviglia e stupore, e può produrre effetti collaterali di rinnovamento metabolico. Ovvero, come cospargersi con continuità di materiale umano, e stare a vedere l'effetto che fa
  • se ti accorgi di dissentire troppo, prova a scivolare nel planctonismo
    Ritenere sbagliato non vistare questo o quel luogo, pensare che un trek sia inutile, o recriminare per non potersi fermare a fare due foto, non porta da nessuna parte, se non allo scontento. Meglio allora fare come il plancton, che non decide dove andare, ma si lascia trasportare dalla corrente. Sarai più sereno e felice così
  • si tratta di un miracolo, un evento unico, irripetibile e soprannaturale
    Se è così difficile trovare tuoi amici/he che siano disposti a condividere una vacanza con te, ti pare normale che questo sia possibile tra sconosciuti? Eppure accade, sotto la spinta dell'evasione verso una destinazione comune. E' un salto nel vuoto, che la provvidenza sorveglia ed agevola, rendendo possibili eventi e coincidenze che gradualmente portano il gruppo a riconoscersi come una entità di sopravvivenza autonoma, i cui membri sono uniti da un medesimo destino. L'identità collettiva che ne deriva è ora in grado di sprigionare una energia nettamente superiore alla somma di quelle dei partecipanti
  • consiste in una simulazione di contesto familiare
    Gli amici te li scegli, mentre i familiari li accetti per quello che sono. Lo stesso di ciò che accade con gli altri partecipanti. Bastano poche ore per rendere familiari i loro volti e le loro voci. Se il gruppo è bene assortito ci possono essere differenze di età di 40 anni ed oltre, e provenienze geografiche le più disparate. Anziché incontrarsi attorno alla cena di Natale una volta l'anno, questa famiglia allargata ha tutto il tempo del viaggio per dimostrarsi affetto e riconoscenza
  • l'ideale sarebbe che ci si amasse l'un l'altro fin da subito
    Proprio come per una famiglia, perché le cose possano realmente funzionare occorre riconoscere la felicità dell'altro come prioritaria affinché questa possa riflettersi sulla propria. Questa consapevolezza, nota come amore, è il miglior veicolo per poter realizzare una vacanza da sogno
  • può essere un modo di trovare l'anima gemella? Si ma anche no
    Poter osservare come l'altro/a si comporta e si relaziona in situazioni di relativo stress può sicuramente evitare di accompagnarsi a persone instabili. In più, il contesto tribale che si determina favorisce la nascita di alleanze e complicità. Inoltre, la vita selvaggia, il sole e l'esercizio fisico, assieme alla contiguità continuata, alimentano il desiderio e la fantasia. Ma...
    • inutile andare in fissa su di una persona, anzi il più delle volte ciò determina la sua fuga
    • tanto più inutile se l'altro/a non ha per nulla in testa di avere una storia
    • non è affatto detto che l'altra/o abbiano lo stesso tuo punto di vista su come poi si dovrebbe procedere
    • se poi il tempo della vacanza si tramuta nel tempo del flirt, beh allora... il famoso spirito di avventure potrebbe anche lanciarti uno dei suoi woodoo
  • perfetto per disporre di soggetti umani da inserire nelle tue foto
    C'è chi fa foto di gruppo o di singoli soggetti in posa, e chi fa foto a paesaggi, luoghi e genti del posto. Una via intermedia sono le foto rubate, che io prediligo, in cui anche se il soggetto è ignaro di entrare nella foto, la sua presenza è determinante sia ai fini dell'inquadratura, che a quelli della forza della foto di un paesaggio che sarebbe altrimenti anonimo, ed il risultato ancora peggiore se contenesse soggetti estranei. Al contrario, i tuoi compagni di viaggio fanno parte della tua stessa tribù, e la loro presenza nella foto riflette la tua. Quando un giorno rivedrai quelle foto, rivivrai le stesse emozioni, e risentirai le loro voci
  • se proprio ci tieni a vistare un luogo, vacci da solo
    Si, decisamente. Prenditi un mese-due per studiare la guida, capire cosa c'è da vedere, pianifica il tuo itinerario, prenota dove dormire (od affidati alla sorte), e parti armato del desiderio di visitare la tua meta. Anche se farai solo la metà dei Km percorsi dai gruppi di AnM, vedrai sicuramente il doppio delle cose, senza dover ne aspettare ne discutere con nessuno. Inoltre a volte il gruppo prende il sopravvento, e con la sua coesione snatura i luoghi di cui occupa il volume, invadendolo.