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Distorsione e rumore
Occupiamoci ora di descrivere la natura delle
perturbazioni, o
distorsioni, subite da un segnale che
attraversa un sistema fisico, e di caratterizzare lo stesso ai fini di
poter quantificare l’entità della perturbazione introdotta. Questa
analisi è importante per poter valutare la qualità del segnale ricevuto,
ed applicare criteri di progetto che tentano di migliorare le
prestazioni del sistema, in termini di probabilità di errore (cap.
8↓) e/o di rapporto
segnale/rumore (cap.
13↓).
Tali distorsioni hanno origine essenzialmente da tre cause: quelle
cosiddette
lineari perché prodotte da un sistema lineare, quelle
dovute viceversa a fenomeni
non lineari, dei mezzi trasmissivi o
dei dispositivi, e quelle dovute alle interferenze, alla quantizzazione,
ed al rumore termico, detti
disturbi additivi in quanto a
differenza delle prime due non dipendono dal segnale stesso, ma
semplicemente vi si sommano.
Elaborazione
o distorsione
Quando un segnale viene “manipolato” di
proposito, si dice che questo è elaborato. Se viceversa il
segnale si altera per una causa indipendente dalla volontà, allora il
segnale subisce una distorsione.
Cos’è
il segnale, cosa il disturbo, e quando un canale è
perfetto↓
Per
valutare l’entità della distorsione, stabiliamo un criterio con cui
distinguere la componente di segnale
utile↓
dal
disturbo. La ricezione di un segnale identico a quello
trasmesso, tranne che per un fattore di scala ed un ritardo temporale,
non altera né forma né sostanza del messaggio: pertanto, un canale che
presenti una risposta impulsiva
h(t) = aδ(t
− τ)
viene indicato come
canale perfetto, ed il segnale ricevuto
y(t)
= u(t)
= ax(t − τ)
è tutto utile. Se invece viene ricevuto qualcosa di diverso, si
definisce
disturbo additivo la differenza
ε(t) = y(t) − ax(t − τ)
= y(t)
− u(t)
(). Note queste due quantità, se ne può valutare la
rispettiva potenza, ed indicare il rapporto
(Pu)/(Pε) tra la potenza del segnale
utile e quella del disturbo come
rapporto segnale rumore o
SNR.
A volte il peggioramento dell’
SNR
non dipende da una distorsione od un disturbo additivo, ma dalla
riduzione della ampiezza (e dunque della potenza) del segnale ricevuto.
Questo è il caso, ad esempio, dei collegamenti radio, in cui oltre alla
attenuazione di natura atmosferica (§
16.3.3.4↓)
come pioggia o nebbia, sono possibili cause legate al movimento (§
16.3.4↓), ed alla
casualità delle condizioni di propagazione in condizioni di non
visibilità (§
348↓).