10.4
Appendici
Raggruppiamo qui alcuni collegamenti,
approndimenti, e tecniche realizzative.
10.4.1
Effetto della distorsione lineare sui segnali modulati
Riprendiamo i risultati riassunti al §
128↑, applicandoli alle tecniche di modulazione
affrontate in questo capitolo.
AM-BLD-PS
In questo caso
xs(t) = 0,
ed allora le
(10.56↑)
divengono
⎧⎨⎩ yc(t)
= (1)/(2)[xc(t)*hc(t)]
ys(t)
= (1)/(2)[xc(t)*hs(t)] .
Adottando, ad esempio, una demodulazione omodina, si ottiene un segnale
demodulato pari a
d(t) = xc(t)*hc(t), equivalente al caso di distorsione
lineare di banda base.
AM-BLD-PI
Il problema maggiore con la modulazione a portante intera può
verificarsi se
|H(f0)| è molto ridotto (ad esempio a causa
di una attenuazione
selettiva, esemplificata all’esempio di
pag.
1↑),
perché in tal caso l’indice di modulazione
Ia
(eq.
11.24↑)
supera il 100% ed il segnale risulta
sovramodulato.
AM-BLU
In questo caso il segnale modulato contiene ambedue le c.a. di b.f., e
dunque il verificarsi delle condizioni (eq.
10.56↑) di
intermodulazione tra componenti
analogiche di bassa frequenza risulta particolarmente deleterio,
in quanto in entrambe (
yc(t),
ys(t)), si trovano entrambe (
xc(t),
xs(t)), mescolate tra loro tramite (
hc(t),
hs(t)).
FM Se un segnale modulato angolarmente
attraversa un canale affetto da distorsione lineare (di modulo, di fase,
od entrambe), si verificano due fenomeni di conversione,
indicati come conversione pm-am e pm-pm. La prima consiste in una modulazione
di ampiezza sovrapposta, e la seconda in una alterazione
della modulazione di fase, entrambe dipendenti dal messaggio modulante.
Anche se la modulazione am “parassita”
può essere rimossa da un limitatore in ricezione, ciò non è possibile
per quella di fase; inoltre quest’ultima presenta anche termini non
lineari, e dunque non eliminabili mediante equalizzazione.
10.4.2
Calcolo della potenza di un segnale AM BLU↓
Come
anticipato in fondo al §
10.1.2↑,
mostriamo che se
allora
Px
= (k2a)/(2) Pm.
Possiamo innanzitutto scrivere che
in quanto le componenti a frequenza positiva e negativa di
x(t)
sono ortogonali , e lo
spettro di densità di potenza è una funzione pari della frequenza:
Px(f) = Px(
− f). Inoltre, invertendo
la relazione
Px(f) = 4 Px + (f − f0)
valida per la densità di potenza dell’inviluppo complesso, otteniamo
Px
+ (f)
= (1)/(4) Px(f + f0),
e quindi
Px
+ = (1)/(4)∞⌠⌡ − ∞ Px(f
+ f0)df = (1)/(4) Px
che, sostituita nella
(11.33↑),
fornisce
Px
= 2 Px +
= (1)/(2) Px.
Come sappiamo,
Px
= ℛx(0)
in cui, nell’ipotesi di processo ergodico,
ℛx(0) è
l’autocorrelazione di un qualunque membro, ad es. proprio
11.32↑, e dunque essendo in tal caso
x(t) = (ka)/(√(2))[m(t) + j^m(t)], si ottiene
Px
= ℛx(0)
= (1)/(2)⎛⎝(ka)/(√(2))⎞⎠2[ℛMM(0) + ℛ^M^M(0) + 2jℛM^M(0)]
Osserviamo ora che
ℛM^M(0) = ∫∞ − ∞m(t)^m(t)dt = 0 in quanto
m(t)
ed
^m(t) sono ortogonali; inoltre,
ℛMM(0) =
PM = ℛ^M^M(0) (non
dimostrato). Pertanto si ottiene
Px
= (1)/(2)(k2a)/(2)[ Pm
+ Pm]
= (1)/(4)k2a⋅2 Pm = (k2a)/(2) Pm
10.4.2.1
Calcolo della potenza di segnali BLD-PI, PS, PPS
La tabella al §
10.1.4↑ è calcolata adottando lo stesso
procedimento sopra esposto, in cui ora
Px
= Pxc
= ⎧⎨⎩
k2aPm
(BLD-PS)
a2p
+ k2aPm
(BLD-PI,
PPS)
Il
dispositivo moltiplicatore, presente negli schemi di mo-demodulazione,
viene anche chiamato
mixer, in quanto miscela tra loro due
segnali.
Non è strettamente necessario disporre di un oscillatore sinusoidale per
realizzare il prodotto di un segnale con una portante: ridotto ai minimi
termini... è sufficiente un’onda quadra ed un filtro! Infatti, un
qualunque segnale periodico
gT(t) = g(t)*∞⎲⎳n
= − ∞δ(t
− nT)
di periodo
T = k ⁄ f0
(con
k intero) possiede una
densità di potenza
PGT(f) = |G(f)|2⋅(1)/(T)∞⎲⎳n
= − ∞δ⎛⎝f − (n)/(k)f0⎞⎠
Il prodotto di tale segnale per
x(t) produce un
x•(t)
con densità di potenza
Px•(f) = Px(f)*PGT(f) = (|G(f)|2)/(T)∞⎲⎳n
= − ∞Px⎛⎝f
− (n)/(k)f0⎞⎠
Pertanto, il desiderato spettro di potenza si ottiene inserendo dopo il
moltiplicatore un filtro passa banda centrato su
f0,
ossia sulla
k − esima
replica spettrale di
Px•(f).
Lo stesso dispositivo può essere usato anche per i moltiplicatori di
ricezione: in tal caso, il filtro da usare sarà un passa basso.
Un secondo metodo di realizzare il mixer è con un sommatore, un
oscillatore, un dispositivo non lineare,
e di nuovo un filtro
passa-banda. Il dispositivo non lineare è del tipo
y = a1x + a2x2
+ a3x3 + ⋯
e quando in ingresso viene applicata la somma di due segnali
x(t) + cosω0t,
produce in uscita
y(t) = a1(x(t) + cosω0t) + a2(x2(t) + cos2ω0t
+ 2x(t)cosω0t)
+ a3(⋯) + …
in cui, osservando che i termini
cosnω0t
sono relativi a termini a frequenza
nf0,
è possibile ancora una volta estrarre il termine che ci interessa.
10.4.4 Modulazione FM a basso
indice↓
Riprendiamo qui il caso in cui β≪1
⇒ Δα≪1, e quindi l’espansione in serie di potenze di x(t) può arrestarsi al primo ordine; se
il segnale modulante è cosinusoidale, il segnale FM risulta
xFM(t) = acos(ω0t + 2πkf∫t − ∞cos(2πwτ)dτ) = acos(ω0t
+ βsin(2πwτ))
Ricordando che cos(α
+ β) = cosαcosβ −
sinαsinβ, xFM(t)
può essere riscritto come
xFM(t) = acosω0tcos(βsin2πwt)
− asinω0tsin(βsin2πwt)
che, se β≪1,
diviene
xFM(t) = acosω0t
− βasinω0tsin2πwt
che confrontiamo con l’espressione
xAM(t) = apcosω0t
+ kacosω0tcos2πwt
che si otterrebbe per modulazione a portante
intera, o ridotta, dello stesso m(t).
Il confronto rivela che mentre nell’am
il segnale modulante opera in fase alla portante, nell’fm
a basso indice opera in quadratura. Il risultato esposto
costituisce ad ogni modo uno schema di modulazione per segnali fm a basso indice, realizzabile sommando
alla portante, un segnale modulato am
su di una portante in quadratura.
Resta il fatto che uno schema di modulazione del
genere produce anche una modulazione am
parassita: quest’ultima è eliminata in ricezione dall’azione congiunta
di uno squadratore e di un filtro passa basso.