Senza minimamente affrontare alcuna analisi rigorosa, descriviamo come la potenza WdT ceduta all’antenna di trasmissione si propaghi nello spazio.
Antenna isotropa
Qualora l’antenna trasmittente irradiasse allo stesso modo in tutte le direzioni, WdT si distribuirebbe su di una sfera. Una superficie dS posta a distanza d sarebbe quindi attraversata da una potenza pari a
Si noti che il denominatore rappresenta la superficie di una sfera di raggio d.
Antenna direttiva
Praticamente qualsiasi antenna presenta direzioni privilegiate di emissione. Ad esempio le antenne paraboliche dispongono di un illuminatore o feed[1119] [1119] Dall’inglese to feed = alimentare. posto in corrispondenza del fuoco della parabola stessa, la cui superficie riflette le onde elettromagnetiche in modo che si propaghino in forma pressoché parallela[1120] [1120] Il processo di focalizzazione parabolica, comunemente usato ad esempio nei fanali degli autoveicoli, era ben noto ad Archimede da Siracusa, che lo impiegò negli specchi ustori....
La potenza WdT quindi non si distribuisce più con simmetria sferica, e la direzione di propagazione massima presenta un guadagno GT rispetto all’antenna isotropa, e l’intensità di campo irradiato spazialmente è descritta da un diagramma di radiazione. Il valore di GT dipende dal rapporto tra le dimensioni dell’antenna e quelle della lunghezza d’onda λ secondo la relazione
avendo indicato con A l’area dell’antenna. Il guadagno GT viene spesso espresso in dBi, ovvero dB riferiti all’antenna isotropa.
Può essere definita una larghezza del fascio (beam width), che misura l’angolo θb entro cui la potenza irradiata è superiore alla metà della massima potenza presente nella direzione privilegiata[1121] [1121] Si tratta di un concetto del tutto analogo alla “frequenza di taglio a 3 dB”, ma applicata ad un dominio spaziale con geometria radiale.. Ovviamente minore è θb, e maggiore è GT.
Antenna ricevente
Se una antenna identica a quella di trasmissione viene usata (dall’altro lato del collegamento) per ricevere, questa mantiene lo stesso guadagno GR = GT e lo stesso θb. Si definisce allora la sua area efficace come il valore
legato alla forma e dimensione dell’antenna, a meno di un fattore di efficienza ρ ([1122] [1122] Indicando con Ar l’area reale (fisica) dell’antenna, risulta Ae = ρAr, con ρ < 1. La diseguaglianza tiene conto delle perdite dell’antenna, come ad esempio le irregolarità nella superficie della parabola, o l’ombra prodotta dalle strutture di sostegno. Ovviamente anche l’antenna trasmittente presenta perdite, ed il valore GTmisurato è inferiore a quello fornito dalla (21.175), a meno di non usare appunto il valore di area efficace.). Perciò una stessa antenna (Ae fisso) aumenta il suo guadagno (e stringe il beam) all’aumentare della frequenza, ovvero al diminuire di λ = cf ([1123] [1123] La costante c = 3 ⋅ 108 metri/secondo rappresenta la velocità della luce nel vuoto, ossia la velocità di propagazione dell’onda elettromagnetica nello spazio.).
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