La fantastica Edizione 2.0 e l’autosufficienza del tracking

Si, sembrava leggenda ed invece è vero, la redazione dell’edizione 2.0 di Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione è finalmente terminata, ha raggiunto le 917 pagine, la puoi sfogliare grazie ad un apposto plugin, ed è disponibile per il download nel modo consueto. Le fantastiche novità ora contenute al suo interno sono descritte alla pagina che riporta il contenuto dell’ultima Newsletter, comprensiva di analisi economica e di diffusione: siamo arrivati in tutto il mondo!

Ecco si, uno fa presto a dire Newsletter: all’atto dell’accettazione della licenza Creative Commons che precede il download della Complimentary Edition, dopo aver inserito la propria email presso la quale ricevere le istruzioni per scaricarla, si può scegliere di cliccare una casellina per manifestare il consenso (e si suppone l’interesse) a riceve comunicazioni inerenti le future edizioni. Così facendo nel corso degli anni ho accumulato quasi 3000 indirizzi, e come chiunque può sperimentare, non esiste provider al mondo che permetta l’invio di email a più di qualche decina di destinatari alla volta. La soluzione potrebbe allora essere quella di affidarsi ad uno tra diversi fornitori del servizio di Email Marketing, imbattendosi però in almeno due inconvenienti:

  • per volumi come il mio è necessario ricorrere ad un piano a pagamento;
  • l’esportazione dell’elenco delle email raccolte potrebbe costituire una violazione delle norme sulla protezione dei dati personali, in special modo se i server sono collocati fuori dall’Unione Europea.

La newsletter fatta in casa

Quando si ha una qualche cultura della comunicazione Internet come nel mio caso, e si hanno a disposizione gli strumenti che il mio provider offre si può scegliere di installare e configurare l’applicazione Phplist che è quella che ho effettivamente usato per notificare la disponibilità della nuova edizione ai miei 3000 contatti. L’invio è durato qualche giorno (a causa delle limitazioni discusse in un altro post) ed ha dato luogo sia a nuovi download, sia ad alcuni feedback positivi, mentre qualche destinatario ha raccolto il mio invito a segnalare i refusi inevitabilmente presenti in un testo non revisionato da terzi. A proposito, qualcuno di voi vuol prendere l’occasione per iscriversi?

Ma la cosa più divertente ed istruttiva dell’invio deriva dalla possibilità di inserire il tracciamento (o tracking) delle letture e dei click conseguenti: così sono venuto a sapere che l’email è stata aperta (ed eventualmente letta) dal 42% dei destinatari, e che il 15% di loro ha cliccato su qualche link contenuto nella newsletter, potendo anche investigare quali link abbiano suscitato maggior interesse. E qui si esplicita il ruolo della autosufficienza del tracking: ospitando il gestore dell’invio presso il mio stesso server, nessun dato è stato fornito a terze parti!

La privacy ed il diritto alla conoscenza

A quelli che a questo punto (anche giustamente) possono obiettare “ma i fatti tuoi, no eh?” rispondo che si, sono proprio fatti miei! A parte che, in virtù della casellina discussa prima, la comunicazione inviata è stata richiesta da ciascun destinatario, ed a parte che non si tratta di una operazione commerciale ma di un progetto di cultura libera, i fatti sono che

  • la privacy non è violata in quanto i dati non sono inviati chissà dove, ma trattati da un unico titolare noto (il mittente, cioè io);
  • venire a sapere della corretta ricezione e delle azioni conseguenti del messaggio è assimilabile all’invio di una raccomandata AR;
  • da queste informazioni si possono individuare i destinatari realmente interessati ed eventualmente rivolgersi solamente a loro per proseguire il discorso avviato, evitando di coinvolgerne altri a cui evidentemente l’argomento non interessa.

Ricreiamo il rapporto bidirezionale

La modalità di comunicazione asincrona nasce con le email e prosegue con la messaggistica, e ad essa si affianca la comunicazione di tipo broadcast (o uno-a-molti) una volta patrimonio dell’editoria e della diffusione radio e TV, poi estesa al Web, ed ora alla portata di tutti tramite social. E’ indubbio che alcune persone provino disagio a comunicare via email, e preferiscano di gran lunga telefonare, per avere un riscontro immediato da parte dell’interlocutore a riguardo degli argomenti trattati. E non hanno tutti i torti, dato che (specie se non si tratta di mera pubblicità ma piuttosto la comunicazione ha un intento interlocutorio) parlare al vento è quantomeno dissociante sotto un profilo cognitivo, e può condurre a voler desistere dal portare avanti iniziative di potenziale rilevanza collettiva per chi vi aderisce o ne recepisce i frutti. Da questo punto di vista l’acquisizione di informazioni inerenti il coinvolgimento suscitato dalla comunicazione è orientato a ricostituire quel rapporto interpersonale tipico dei soggetti senzienti.

Conoscere per migliorare

Il passo successivo per soddisfare la curiosità di chi (come me) espone contenuti sul web è quello di poter conoscere il numero di visitatori e le informazioni sul loro comportamento – curiosità in comune con gli artisti, che ricevono i feedback degli applausi e della critica, necessari a poter perfezionare la propria arte.

A tali esigenze può in teoria rispondere l’analisi dei logfilein cui sono registrate tutte le richieste pervenute al sito del proprio server web, svolta tramite appositi strumentiCome Awstat, che ad esempio mi dice come in settembre sia triplicato l’utilizzo di banda, ovviamente in risposta all’annuncio della nuova edizione, totalizzando 344 download della Complimentary Edition!, che però mostrano i risultati in forma aggregata, poco configurabile e ri-elaborabile. Oppure, ci si può affidare al grande fratello Google, che offre due strumenti:

  • la search console che riferisce le volte in cui una pagina del proprio sito viene suggerita (o cliccata) come risposta ad una query di un generico utente, ma che non racconta nulla sulle azioni intraprese dal visitatore dopo essere arrivato, e
  • il servizio di Analytics che prevede di inserire nelle pagine del proprio sito del codice javascript che gli permette di contare le visite ricevute da ciascuna pagina ed acquisire ulteriori informazioni, mediante le quali offrire poi diverse viste dei dati come ad esempio la sequenza delle azioni intraprese dai visitatori.

Senza dubbio Google Analytics è molto potente ed utilizzato, ma.. c’è un grosso però: è stato recentemente dichiarato non conforme alle normative europee sulla privacy o GDPR. E allora?

Analisi delle visite, dalla parte giusta

Come per la Newsletter, anche per l’Analytics ho deciso di affidarmi ad una soluzione OpenSource disponibile presso il mio provider, installando e configurando on-premisecioè, sullo stesso server su cui gira questo blog e sono ospitate tutte le altre pagine e servizi il codice PHP di Matomo. Che figata!

Forse non ho a disposizione tutti i servizi che mi offrirebbe Google, e probabilmente meglio cosìcerca di venderti altre cose, e poi l’interfaccia è incasinata, anzi forse ne ho di migliori. Intanto grazie a questo plugin ecco qualche screenshot, da cliccare, sfogliare e studiare:

Ma proviamo a tradurre le immagini in concetti espressi a parole:

  • la geolocalizzazione su basa sull’IPdi cui (per l’anonimizzazione) sono trascurati gli ultimi due byte del visitatore, in base ai dati forniti da DB-IPIn verità un po’ impreciso, io sono mappato a Milano, ho inviato una correzione, vediamo se cambia
  • molti valori, passandoci sopra con il mouse, aprono un tooltiptooltip è il nome della nuvoletta che stai leggendo adesso! con informazioni aggiuntive
  • l’analisi della sequenza delle azioniche poi viene periodicamente eliminata di ogni singolo visitatore permette di rivivere l’evoluzione della visita, e capire se e come i collegamenti tra pagine presenti siano usati proficuamente
  • l’analisi di popolarità (trend) delle pagine consente di associare la variazione di domanda a fenomeni esogeni (periodo di esami, eventi culturali) così come a modifiche del sito e/o nella comunicazione associata
  • per ogni pagina si può richiedere il dettaglio delle fonti per il traffico entrante, e quello sul proseguimento della navigazione a partire da li. Cliccando sui nomi delle pagine interne, si attraversa il grafo di navigazione giornaliero!
  • i report aggregati del traffico entrante suddiviso per canale permettono di apprezzare il diverso coinvolgimento nei termini di indici individuati nelle azioni, nella permanenza e nei rimbalzila percentuale di sessioni che si concludono la visualizzazione di una sola pagina del sito, collettivamente indicati come metriche – di cui è anche interessante seguire l’evoluzione temporale in un periodo
  • queste ed altre metriche sono disponibili (per un certo tempo) anche in forma disaggregata per le singole pagine
  • le metriche per pagina possono inoltre essere mostrate in forma gerarchica, ed i path di primo livello (/blog, /wiki, /cube, /libro/html/html) permettono di apprezzare la vitalità delle diverse sezioni del sito
  • i grafici su di un periodo (es. un mese) mostrano l’evoluzione temporale degli indicatori prescelti

Che dire, è tanto, è poco? Certamente la quantità di dati estraibile dal traffico è notevole, ed in effetti permetterne l’accesso gratuito a Google sarebbe stata non solo una violazione della privacy, ma anche la concessione di un vantaggio esagerato rispetto ai suoi concorrenti. Mentre invece l’autosufficienza del tracking permette di mantenere i dati dalla parte giusta, nello stesso server da cui sono erogati, instaurando così un rapporto esclusivo tra il fornitore (nel mio caso, del bene culturale) ed i suoi fruitori. Di qui a poco completerò lo studio di Matomo, e configurerò lo strumento che i visitatori possono usare per invocare l’opt-out dal tracciamento, che mi auguro sia richiesto di rado poiché, come discusso, i dati raccolti sono fondamentali per il miglioramento del servizio, e non vengono ceduti a nessun altro se non all’autore delle informazioni a cui si accede.

Detto tutto ciò, probabilmente qualcuno vorrebbe vedere anche una dimostrazione pratica: a questa pagina è possibile ammirare la mappa real time delle visite, dovresti esserci anche tu!


Photo by Karsten Würth on Unsplash

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.