Part II: Modulazione per segnali analogici Su Part II: Modulazione per segnali analogici Sezione 11.1: Contesti applicativi e prime definizioni 

11 Segnali modulati

Indicati anche come segnali passa banda o
figure f8.1.png
in banda traslata, dato che occupano una banda circoscritta ad una regione di frequenze contigua ad un valore f0, detta frequenza portante.
I segnali passa banda sono quasi sempre il risultato di una operazione di modulazione (§ 3.5.2) che trasforma un segnale m(t) modulante (o di banda base) in un secondo segnale x(t) modulato, allo scopo di renderlo idoneo alla trasmissione mediante il canale a disposizione, in base alle considerazioni discusse nel seguito.
figure f8.2.png
Il processo inverso viene indicato come demodulazione, che se eseguita direttamente su x(t) permette di riottenere m(t); al contrario, in ingresso al lato ricevente è presente il segnale r(t) = y(t) + n(t), ovvero la somma tra ciò che esce dal canale (che può introdurre una distorsione) ed un disturbo additivo o rumore (noise), vedi cap. 8; pertanto il segnale demodulato d(t) può essere espresso come d(t) = m(t) + ε(t) in cui il termine ε(t) =  Dem{n(t)} +  Dem{y(t) − x(t)} tiene conto sia del risultato della demodulazione del rumore in ingresso, sia dagli effetti prodotti dalla demodulazione sulle alterazioni introdotte dal canale sul segnale modulato.
Il processo di modulazione è quasi sempre associato ad una trasmissione radio, ma può rendersi necessario e/o utile anche per trasmissioni via cavo. In generale, individuiamo almeno tre situazioni in cui è necessario l’impiego di segnali modulati:
 Part II: Modulazione per segnali analogici Su Part II: Modulazione per segnali analogici Sezione 11.1: Contesti applicativi e prime definizioni