12.1 Modulazione di ampiezza - AM
Al §
11.2 si è mostrato come un segnale modulato
x(t) può essere rappresentato nei termini delle sue
componenti analogiche di bassa frequenza xc(t) e
xs(t): quando queste
non sono scelte in modo indipendente
, possiamo individuare le seguenti classi di segnali
modulati in ampiezza:
- banda laterale doppia: così chiamata in quanto Px(f) è simmetrico rispetto ad f0, conseguenza dell’essere xs(t) nulla. Si tratta del caso introdotto al § 3.5.2, ora indicato con gli acronimi bld o dsb (double side band);
- banda laterale unica (blu o ssb - single side band): qui sono presenti sia xc(t) che xs(t), con il vincolo xs(t) = ^xc(t). Ciò fa sì che (come vedremo) la densità Px(f) del segnale modulato giaccia tutta all’esterno (od all’interno) di ± f0;
- banda laterale ridotta (blr o vsb - vestigial side band) è una via di mezzo tra i due casi precedenti, in quanto Px(f) non è simmetrica rispetto ad f0, e pur giacendo su entrambi i lati, occupa una banda minore del caso bld.
Per completare la classificazione, per ognuna delle possibilità illustrate può verificarsi uno tra tre sottocasi, che si riferiscono alla presenza o meno, in Px(f), di una concentrazione di potenza (ossia un impulso) a frequenza f0, corrispondente alla trasmissione di potenza non associata al segnale modulante m(t), ma solamente alla portante, e quindi priva di contenuto informativo ai fini della trasmissione. I tre sottocasi citati sono indicati come:
- portante intera (pi o lc - large carrier);
- portante soppressa (ps o sc - suppressed carrier);
- portante parzialmente soppressa (pps).
12.1.1 Banda laterale doppia - BLD
Come anticipato, questo è il caso in cui l’inviluppo complesso
x(t) del segnale modulato presenta
una sola componente analogica di bassa frequenza, che
per convenzione è posta pari a
xc(t), la cui dipendenza dal segnale modulante
m(t) è espressa nella forma generale
xc(t) = ap + kam(t), e quindi
Pertanto l’inviluppo complesso
è reale e vale
x(t) = ap + kam(t); considerando poi
m(t) a media nulla, la relativa densità di potenza ha valore
Px(f) = a2p δ(f) + k2a Pm(f)
Ricordando ora che
Px(f) = 14 (Px(f − f0) + Px( − f − f0)) (eq.
(14.20)) e che per
x(t) reale la relativa densità di potenza è pari ovvero
Px(f) = Px(−f), la densità di potenza del segnale modulato risulta pari a
La potenza
totale di
x(t) vale perciò
mentre la corrispondente densità spettrale è raffigurata a lato, dove si è posto
ka = 1.
12.1.1.1 Portante soppressa - PS
Osserviamo che nell’espressione
(14.40) della
Px di un segnale
am-bld il termine
a2p2 rappresenta la potenza della portante
non modulata, concentrata per metà ad
f0 e per metà a
− f0. Evidentemente, ponendo
ap = 0 nella
(14.38) tale componente
svanisce, dando luogo al sottocaso di
portante soppressa, a cui corrisponde una densità di potenza pari a
Px(f) = k2a4 [Pm(f − f0) + Pm(f + f0)]
La demodulazione di
am-bld-ps si effettua in modo coerente (§
12.2.1), dopo aver ricostruito la portante per quadratura (§
12.2.2.1) o mediante un
Costas Loop, oppure mediante demodulatore ad inviluppo (§
12.2.5), dopo aver elaborato la portante ricostruita come spiegato al §
12.1.1.3.
12.1.1.2 Portante intera - PI
Questo caso si verifica qualora si ponga
ap ≠ 0, con un valore scelto in modo che
xc(t) sia sempre positiva, e ciò accade se
ap ≥ ka ⋅ max{|m(t)|}, in modo che risulti sempre (vedi fig.
12.2)
xc(t) = ap + kam(t) ≥ 0 per ∀t
e quindi in modo che la portante modulata
non inverta mai la fase, come invece accade per i casi di portante soppressa (o parzialmente).
Un modo equivalente di esprimere questa condizione è
a2p ≥ k2am2(t) per ∀t
ed indicando con
PMaxI il
massimo valore di
m2(t) (), essa può essere soddisfatta qualora
⎛⎝apka⎞⎠2 > PMaxI, permettendo così di dimensionare l’uno rispetto all’altro.
Indice di modulazione per portante intera
Il rapporto
prende il nome di
indice di modulazione e nel caso di portante intera assume valori compresi tra zero ed uno, o tra 0 e 100 in termini percentuali. Un indice
Ia del 100% corrisponde allo sfruttamento di
tutta la dinamica della portante, fatto rilevante ai fini delle considerazioni svolte al §
12.1.1.4.
Per
ka = 0 si ottiene
Ia = 0 ed assenza di modulazione; a valori
ka crescenti corrisponde un aumento di
Ia e dunque una maggiore variazione dell’ampiezza della portante, finché per
Ia > 100% si verifica una
sovramodulazione e non ci troviamo più in condizioni di portante
intera bensì
parzialmente soppressa (§
12.1.1.3), come mostrato alla figura precedente.
La ragione principale della modulazione a portante intera è che in tal caso il componente di ricezione può fare a meno di conoscere il valore di
f0 ed utilizzare il semplice
demodulatore di inviluppo descritto al §
12.2.5.
12.1.1.3 Portante parzialmente soppressa - PPS
Se il valore
ap nella
(14.38) è inferiore a quello necessario ad ottenere una portante intera, ma non è nullo, si ottiene il caso della portante
parzialmente soppressa, che permette di risparmiare potenza (vedi §
12.1.1.4). Il residuo di portante presente può essere usato per la sua
ri-generazione al lato ricevente mediante l’uso di un
pll (§
12.2.2.2), in modo da
sommarla al segnale ricevuto, ri-producendo così il termine
apcosω0t e riconducendosi al caso di portante intera.
12.1.1.4 Efficienza energetica per portante intera e PPS
Nell’espressione
(14.40) della potenza totale
Px = 12 (a2p + k2aPm) per un generico segnale
am-bld notiamo che solo
12 k2aPm = Pu esprime un segnale
utile, mentre
12 a2p rappresenta la potenza spesa per la portante senza trasportare informazione. Pertanto si definisce una
efficienza energetica
η = PuPx = 12 k2aPm12 (a2p + k2aPm) = 11 + a2pk2aPm
il cui valore indica la frazione di potenza trasmessa che è utile ai fini della ricostruzione del messaggio.
Esempio Se m(t) = sin2πfMt si ha PM = 1 ⁄ 2 e, nel caso di portante intera, deve risultare ap = ka e dunque η = 11 + 2 = 0.33. Ovvero solo 1/3 della potenza trasmessa è utile al ricevitore!
12.1.2 Banda laterale unica - BLU
Mentre con la modulazione
bld si determina una occupazione di banda per il segnale modulato
x(t) doppia di quella del segnale modulante, la tecnica
blu impegna invece una banda
uguale a quella di
m(t). Tale risultato è ottenuto realizzando un segnale modulato
x(t) le cui componenti analogiche
xc(t) ed
xs(t) sono
dipendenti tra loro, ed in particolare imponendo che
xc(t) = m(t) e
xs(t) = ^m(t): infatti in tal modo si ottiene
Ricordando ora che
12 [m(t) ± j^m(t)] = m±(t) (vedi eq.
(14.17) e
(14.18)) corrisponde al contenuto a frequenze positive (e negative ) di
m(t), allora (assumendo
x(t) di energia) la trasformata di Fourier di ambo i membri di
(14.42) fornisce
e quindi il segnale modulato
am-blu è ottenuto a partire dai contenuti a frequenze positive e negative di
m(t), traslati
ai lati della portante
f0, come mostrato alla riga centrale della figura a lato, in cui il segnale modulato
blu risulta
(nel dominio della frequenza
) esterno ad
f0, circostanza indicata come segnale
blu in
banda laterale superiore. Il caso opposto (
banda laterale inferiore, riga in basso della figura) si ottiene cambiando segno a
xs(t) nella prima eguaglianza di
(14.42); scriviamo dunque l’espressione generale come
con
− e
+ rispettivamente per ottenere un segnale
blu con banda superiore o inferiore.
Dopo aver notato che stiamo trattando di un caso a
portante soppressa, osserviamo che il segnale modulato
blu (14.44) ha una potenza (vedi §
12.4.5)
Px = 2 ⋅ (k2a2 ⋅ Pm ⋅ 12) = k2a2 Pm
eguale a quella di un segnale am-bld per il quale xc(t) = kam(t) e xs(t) = 0.
Qualora si consideri infine un segnale modulante
m(t) realizzazione di un processo ergodico, al §
12.4.4 si dimostra il risultato del tutto simile alla
(14.43), ovvero
Il vantaggio di questa tecnica di modulazione è subito evidente: consente di risparmiare banda, permettendo la trasmissione di più messaggi in divisione di frequenza
fdm, vedi pag.
1.
12.1.2.1 Generazione di segnali BLU
Un segnale
blu può essere ottenuto mediante due possibili tecniche analogiche, ed una terza che è percorribile nel caso di segnali campionati:
- la prima (modulatore di Hartley) consiste nell’uso di un filtro di Hilbert per calcolare ^m(t), da usare assieme ad m(t)
in un modulatore in fase ed in quadratura, introdotto al § 11.2.3. E’ evidente come si possano presentare problemi se m(t) ha contenuti energetici prossimi a frequenza zero, che rendono assai stringenti le specifiche per approssimare il filtro di Hilbert, vedi § 11.4.1;
- nella seconda viene prima generato un segnale bld, che viene poi filtrato passa-banda
in modo da eliminare una delle due bande laterali. Qualora sia necessario trasmettere componenti spettrali di m(t) prossime a frequenza zero si determina un problema simile a quello del caso precedente, complicando la realizzazione del filtro.
- la tecnica numerica nota come modulatore di Weaver si avvale della possibilità di eseguire prodotti complessi su valori del segnale modulante campionato. Volendo ottenere un segnale blu con banda laterale superiore, il segnale di banda base m(t) (con banda W) viene moltiplicato per l’esponenziale complesso e −j2πW2t in modo da centrare m+(t) attorno alla frequenza zero, ed eliminando m−(t) (ora centrato a frequenza − W) dal segnale complesso ottenuto, mediante un filtro passa basso con banda W2. Il risultato viene quindi moltiplicato per una singola portante a frequenza f0 + W2, ottenendo il risultato desiderato.
La trasmissione
fdm di segnali
blu è stata lungamente usata per multiplare in forma analogica svariati canali telefonici (vedi §
11.1.1.2). Pertanto, la limitazione sulla minima frequenza di un canale telefonico a 300 Hz è motivata anche dalla necessità di effettuare modulazioni
blu.
12.1.3 Banda laterale ridotta - BLR
Si può verificare il caso in cui non si possa assolutamente fare a meno di componenti di segnale a frequenza molto bassa, come avviene ad esempio nel segnale televisivo analogico (vedi §
25.1). Si ricorre allora alla modulazione a
banda laterale ridotta (
blr),
ottenuta facendo transitare un segnale modulato
bld attraverso un filtro che presenta una regione di transizione tra la banda passante e quella attenuata
più dolce di quella di un passa-banda ideale, e che si estende oltre
f0.
12.1.4 Potenza di un segnale AM
La tabella
12.1 riporta uno schema riassuntivo dell’espressione del segnale per i diversi tipi di modulazione di ampiezza, assieme ai valori
ka ed
ap tali da determinare uno specifico valore per la potenza totale
Px, di cui ai §§
12.4.5 e
12.4.5.1 si discute lo schema di calcolo.
|
Segnale modulato x(t) |
Potenza Px |
ka per Px dato |
| |
kam(t)cos(ω0t) |
k2a2 Pm |
√2 PxPm |
| |
ka√2m(t)cos(ω0t) − ka√2^m(t)sin(ω0t) |
k2a2 Pm |
√2 PxPm |
| |
[ap + kam(t)]cos(ω0t) |
a2p2 + k2a2 Pm |
√2 Px − a2pPm |
|
con ap ≥ ka ⋅ max{|m(t)|} |
|
|
Table 12.1 Espressione dei segnali am e relativa potenza