Capitolo 12: Modulazione (e ritorno) di segnali analogici Su Capitolo 12: Modulazione (e ritorno) di segnali analogici Sezione 12.2: Demodulazione di ampiezza 

12.1 Modulazione di ampiezza - AM

Al § 11.2 si è mostrato come un segnale modulato x(t) può essere rappresentato nei termini delle sue componenti analogiche di bassa frequenza xc(t) e xs(t): quando queste non sono scelte in modo indipendente [601]  [601] Qualora xc(t) e xs(t) siano due segnali indipendenti, la forma di modulazione di ampiezza risultante viene detta segnale qam (quadrature amplitude modulation), vedi § 16.3., possiamo individuare le seguenti classi di segnali modulati in ampiezza:
Per completare la classificazione, per ognuna delle possibilità illustrate può verificarsi uno tra tre sottocasi, che si riferiscono alla presenza o meno, in Px(f), di una concentrazione di potenza (ossia un impulso) a frequenza f0, corrispondente alla trasmissione di potenza non associata al segnale modulante m(t), ma solamente alla portante, e quindi priva di contenuto informativo ai fini della trasmissione. I tre sottocasi citati sono indicati come:

12.1.1 Banda laterale doppia - BLD

Come anticipato, questo è il caso in cui l’inviluppo complesso x(t) del segnale modulato presenta una sola componente analogica di bassa frequenza, che per convenzione[603]  [603] Considerando che la portante del segnale ricevuto può avere una fase arbitraria, e che con una traslazione temporale ci si può sempre ricondurre ad usare una funzione cosω0t, tale convenzione individua il caso più generale di un segnale modulato del tipo x(t) = a(t)cos(ωot + φ) con φ costante. Infatti, introducendo un ritardo τ = φ2πfo si ottiene x(t − τ) = a(t − τ)cos(2πf0(t − τ) + φ) = a(t − τ)cos(2πf0t).
D’altra parte, risultando a(t)cos(ωot + φ) = a(t)(cos(ωot)cosφ − sin(ωot)sinφ) si ottiene che la presenza di una fase incognita φ determina la ricezione di un segnale modulato le cui c.a. di b.f. risultano pari a xc(t) = a(t)cosφ e xs(t) = a(t)sinφ, e che quindi variano in simultanea. Pertanto, in base ai risultati del § 13.1.2.4, il segnale modulato equivale a quello in cui è presente la sola componente in fase xc(t), ma al quale un errore nella fase di demodulazione imprime una rotazione di angolo φ al piano dell’inviluppo complesso.
è posta pari a xc(t), la cui dipendenza dal segnale modulante m(t) è espressa nella forma generale xc(t) = ap + kam(t), e quindi
(14.38) xBLD(t) = (ap + kam(t)) cosω0t
Pertanto l’inviluppo complesso è reale e vale x(t) = ap + kam(t); considerando poi m(t) a media nulla, la relativa densità di potenza ha valore
Px(f) = a2p δ(f) + k2a Pm(f)
Ricordando ora che Px(f) = 14 (Px(f − f0) + Px( − f − f0)) (eq. (14.20)) e che per x(t) reale la relativa densità di potenza è pari ovvero Px(f) = Px(f), la densità di potenza del segnale modulato risulta pari a
(14.39)
Px(f) = a2p4 [δ(f − f0) + δ(f + f0)] + k2a4 [Pm(f − f0) +  Pm(f + f0)]
figure f9.1.png
La potenza totale di x(t) vale perciò
(14.40)
Px =  Px(f)df = a2p2 + k2a2 Pm
mentre la corrispondente densità spettrale è raffigurata a lato, dove si è posto ka = 1.

12.1.1.1 Portante soppressa - PS

Osserviamo che nell’espressione (14.40) della Px di un segnale am-bld il termine a2p2 rappresenta la potenza della portante non modulata[604]  [604] Cioè che non dipende dal messaggio modulante m(t)., concentrata per metà ad f0 e per metà a  − f0. Evidentemente, ponendo ap = 0 nella (14.38) tale componente svanisce, dando luogo al sottocaso di portante soppressa, a cui corrisponde una densità di potenza pari a
Px(f) = k2a4 [Pm(f − f0) + Pm(f + f0)]
La demodulazione di am-bld-ps si effettua in modo coerente (§ 12.2.1), dopo aver ricostruito la portante per quadratura (§ 12.2.2.1) o mediante un Costas Loop[605]  [605] Vedi nota 617 a pag. 12.2., oppure mediante demodulatore ad inviluppo (§ 12.2.5), dopo aver elaborato la portante ricostruita come spiegato al § 12.1.1.3.

12.1.1.2 Portante intera - PI

Questo caso si verifica qualora si ponga ap ≠ 0, con un valore scelto in modo che xc(t) sia sempre positiva, e ciò accade se ap ≥ ka ⋅ max{|m(t)|}, in modo che risulti sempre (vedi fig. 12.2)
figure f9.2.png
Figure 12.2 Modulazione di ampiezza bld
xc(t) = ap + kam(t) ≥ 0    per ∀t
e quindi in modo che la portante modulata non inverta mai la fase, come invece accade per i casi di portante soppressa (o parzialmente).
Un modo equivalente di esprimere questa condizione è
a2p ≥ k2am2(t)    per ∀t
ed indicando con PMaxI il massimo valore di m2(t) ([606]  [606] Il segnale PI(t) = m2(t) può essere indicato come potenza istantanea di m(t), e PMaxI indicato come la sua potenza di picco. ), essa può essere soddisfatta qualora apka2 > PMaxI, permettendo così di dimensionare l’uno rispetto all’altro[607]  [607] Ad esempio, nel caso in cui m(t) sia un processo con densità di probabilità uniforme tra ± Δ2, la potenza di picco risulta essere Δ24 = 3σ2M, dato che (come mostrato al § 6.2.3) in quel caso risulta σ2M = Δ212; se invece m(t) = asin2πfMt, allora si ha una potenza di picco a2 = 2σ2M (dato che PM = σ2M = a22). Oppure ancora, se m(t) è gaussiano la potenza di picco (e dunque a2P ⁄ k2a per ottenere la portante intera) risulta infinita. E cosa accade allora? Si avrà necessariamente una portante ridotta....
Indice di modulazione per portante intera
Il rapporto
(14.41) Ia = ka ⋅ max{|m(t)|}ap
figure f9.2b.png
prende il nome di indice di modulazione e nel caso di portante intera assume valori compresi tra zero ed uno, o tra 0 e 100 in termini percentuali. Un indice Ia del 100% corrisponde allo sfruttamento di tutta la dinamica della portante, fatto rilevante ai fini delle considerazioni svolte al § 12.1.1.4.
Per ka = 0 si ottiene Ia = 0 ed assenza di modulazione; a valori ka crescenti corrisponde un aumento di Ia e dunque una maggiore variazione dell’ampiezza della portante, finché per Ia > 100% si verifica una sovramodulazione e non ci troviamo più in condizioni di portante intera bensì parzialmente soppressa (§ 12.1.1.3), come mostrato alla figura precedente.
La ragione principale della modulazione a portante intera è che in tal caso il componente di ricezione può fare a meno di conoscere il valore di f0 ed utilizzare il semplice demodulatore di inviluppo descritto al § 12.2.5.

12.1.1.3 Portante parzialmente soppressa - PPS

Se il valore ap nella (14.38) è inferiore a quello necessario ad ottenere una portante intera, ma non è nullo, si ottiene il caso della portante parzialmente soppressa, che permette di risparmiare potenza (vedi § 12.1.1.4). Il residuo di portante presente può essere usato per la sua ri-generazione al lato ricevente mediante l’uso di un pll (§ 12.2.2.2), in modo da sommarla al segnale ricevuto, ri-producendo così il termine apcosω0t e riconducendosi al caso di portante intera.

12.1.1.4 Efficienza energetica per portante intera e PPS

Nell’espressione (14.40) della potenza totale Px = 12 (a2p + k2aPm) per un generico segnale am-bld notiamo che solo 12 k2aPm = Pu esprime un segnale utile, mentre 12 a2p rappresenta la potenza spesa per la portante senza trasportare informazione. Pertanto si definisce una efficienza energetica
η = PuPx = 12 k2aPm12 (a2p + k2aPm) = 11 + a2pk2aPm
il cui valore indica la frazione di potenza trasmessa che è utile ai fini della ricostruzione del messaggio.
Esempio Se m(t) = sin2πfMt si ha PM = 1 ⁄ 2 e, nel caso di portante intera, deve risultare ap = ka e dunque η = 11 + 2 = 0.33. Ovvero solo 1/3 della potenza trasmessa è utile al ricevitore!

12.1.2 Banda laterale unica - BLU

Mentre con la modulazione bld si determina una occupazione di banda per il segnale modulato x(t) doppia di quella del segnale modulante, la tecnica blu impegna invece una banda uguale a quella di m(t). Tale risultato è ottenuto realizzando un segnale modulato x(t) le cui componenti analogiche xc(t) ed xs(t) sono dipendenti tra loro, ed in particolare imponendo che xc(t) = m(t) e xs(t) = ^m(t): infatti in tal modo si ottiene
(14.42)
xBLU(t)  =  m(t) cosω0t − ^m(t) sinω0t =   =  m(t) e jω0t + e −jω0t2 − ^m(t) e jω0t − e −jω0t2j =   =  e jω0t 12 [m(t) + j^m(t)] + e −jω0t 12 [m(t) − j^m(t)]
Ricordando ora che 12 [m(t) ± j^m(t)] = m±(t) (vedi eq. (14.17) e (14.18)) corrisponde al contenuto a frequenze positive (e negative ) di m(t), allora (assumendo x(t) di energia) la trasformata di Fourier di ambo i membri di (14.42) fornisce
(14.43)
XBLU(f)  =  δ(f − f0) * M+(f) + δ(f + f0) * M(f) =   =  M+(f − f0) + M(f + f0)
figure f9.3.png
e quindi il segnale modulato am-blu è ottenuto a partire dai contenuti a frequenze positive e negative di m(t), traslati ai lati della portante f0, come mostrato alla riga centrale della figura a lato, in cui il segnale modulato blu risulta (nel dominio della frequenza) esterno ad f0, circostanza indicata come segnale blu in banda laterale superiore. Il caso opposto (banda laterale inferiore, riga in basso della figura) si ottiene cambiando segno a xs(t) nella prima eguaglianza di (14.42); scriviamo dunque l’espressione generale come
(14.44)
xBLU(t) = ka2 m(t) cosω0tka2 ^m(t) sinω0t
con  −  e  +  rispettivamente per ottenere un segnale blu con banda superiore o inferiore.
Dopo aver notato che stiamo trattando di un caso a portante soppressa, osserviamo che il segnale modulato blu (14.44) ha una potenza (vedi § 12.4.5)
Px = 2 ⋅ (k2a2 Pm12) = k2a2 Pm
eguale a quella di un segnale am-bld per il quale xc(t) = kam(t) e xs(t) = 0.
Qualora si consideri infine un segnale modulante m(t) realizzazione di un processo ergodico, al § 12.4.4 si dimostra il risultato del tutto simile alla (14.43), ovvero
(14.45)
Px(f) = Pm+(f − f0) +  Pm(f + f0)
Il vantaggio di questa tecnica di modulazione è subito evidente: consente di risparmiare banda, permettendo la trasmissione di più messaggi in divisione di frequenza fdm, vedi pag. 1.

12.1.2.1 Generazione di segnali BLU

Un segnale blu può essere ottenuto mediante due possibili tecniche analogiche, ed una terza che è percorribile nel caso di segnali campionati:
La trasmissione fdm di segnali blu è stata lungamente usata per multiplare in forma analogica svariati canali telefonici (vedi § 11.1.1.2). Pertanto, la limitazione sulla minima frequenza di un canale telefonico a 300 Hz è motivata anche dalla necessità di effettuare modulazioni blu.

12.1.3 Banda laterale ridotta - BLR

Si può verificare il caso in cui non si possa assolutamente fare a meno di componenti di segnale a frequenza molto bassa, come avviene ad esempio nel segnale televisivo analogico[608]  [608] Nel caso ad esempio di ampie zone di immagine uniformi ed a luminosità costante, il segnale è praticamente costante. (vedi § 25.1). Si ricorre allora alla modulazione a banda laterale ridotta (blr),
figure f9.5.png
ottenuta facendo transitare un segnale modulato bld attraverso un filtro che presenta una regione di transizione tra la banda passante e quella attenuata più dolce di quella di un passa-banda ideale, e che si estende oltre f0.

12.1.4 Potenza di un segnale AM

La tabella 12.1 riporta uno schema riassuntivo dell’espressione del segnale per i diversi tipi di modulazione di ampiezza, assieme ai valori ka ed ap tali da determinare uno specifico valore per la potenza totale Px, di cui ai §§ 12.4.5 e 12.4.5.1 si discute lo schema di calcolo.

Segnale modulato x(t) Potenza Px ka per Px dato
BLD-PS kam(t)cos(ω0t) k2a2 Pm 2 PxPm
BLU-PS ka2m(t)cos(ω0t) − ka2^m(t)sin(ω0t) k2a2 Pm 2 PxPm
BLD-PI [ap + kam(t)]cos(ω0t) a2p2 + k2a2 Pm 2 Px − a2pPm

con ap ≥ ka ⋅ max{|m(t)|}

Table 12.1 Espressione dei segnali am e relativa potenza
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