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13.1 Filtraggio passa banda

Qualora un filtro presenti una risposta in frequenza H(f) di tipo passa banda come raffigurato a lato,
figure f8.21.png
la corrispondente risposta impulsiva h(t) può essere considerata descritta nei termini delle componenti in fase ed in quadratura
(14.65)
h(t) = hc(t) cosω0t − hs(t) sinω0t
riferite ad una frequenza f0, ovvero nei termini del relativo inviluppo complesso h(t) = hc(t) + jhs(t) in modo del tutto simile (§ 11.2.1) a quanto avviene per il segnale modulato x(t) in ingresso.
Ciò consente di ri-definire l’operazione di filtraggio di x(t) attraverso H(f) nei termini del filtraggio del relativo inviluppo complesso x(t) da parte di filtro Hpb(f) passa basso detto equivalente di banda base e descritto da una risposta impulsiva complessa
(14.66) hpb(t) = 12 h(t)
figure f8.21b.png
Qualora infatti sia per il segnale modulato x(t) che per la risposta impulsiva h(t) valgano le condizioni di limitazione in banda, l’inviluppo complesso dell’uscita da H(f) passa banda può essere calcolato a partire da x(t) e h(t) (valutati rispetto alla medesima frequenza f0) come [670]  [670] Per dimostrare il risultato, mostriamo innanzitutto che il segnale analitico in uscita vale y+(t) = x+(t) * h+(t). Infatti, omettendo di indicare nei passaggi la variabile (t) per compattezza di notazione, risulta
x+(t) * h+(t) = [x * hfp] * [h * hfp] = [x * h] * [hfp * hfp] = y * hfp = y+(t)
in cui hfp(t) è la risposta impulsiva del filtro necessario ad estrarre il segnale analitico. Non resta ora che mostrare lo sviluppo per il risultato anticipato:
12 x(t) * h(t)  =  12 [2x+(t)e −jω0t] * [2h+(t)e −jω0t] =   =  2 −∞x+(τ)e −jω0τh+(t − τ)e −jω0(t − τ)dτ =   =  2 e −jω0t −∞x+(τ)h+(t − τ)dτ = 2 e −jω0ty+(t) = y(t)
(14.67) y(t) = 12 x(t) * h(t)
da cui si ottiene l’espressione di yc(t) ed ys(t) in funzione delle c.a. di b.f. di x(t) e di quelle del filtro[671]  [671] Tralasciamo di indicare la dipendenza da t per semplicità di notazione.:
(14.68)
y  =  12 x * h = 12 [xc + jxs] * [hc + jhs] =   =  12 [xc * hc − xs * hs] + j12 [xs * hc + xc * hs]
Pertanto le componenti reale e immaginaria di y(t) possono essere ottenute mediante 4 filtri di banda base operanti su xc(t) e xs(t), dato che dalla (14.68) otteniamo
(14.69)
yc(t) = 12 [xc(t) * hc(t) − xs(t) * hs(t)] ys(t) = 12 [xs(t) * hc(t) + xc(t) * hs(t)]
a cui corrisponde lo schema simbolico mostrato sotto.
figure f8.22.png
Il risultato (14.69) ha una doppia valenza, sia positiva che negativa. Da un lato asserisce che si può intenzionalmente eseguire un filtraggio di tipo passa banda su di un segnale modulato senza che sia necessario realizzare il filtro per davvero, operando invece sulle relative c.a. di b.f. del segnale, e del filtro. D’altro canto se l’effetto filtrante è causato dal canale di comunicazione ed è già avvenuto, l’effetto prodotto sulle c.a. di b.f. yc(t) e ys(t) ottenute mediante demodulazione in fase e quadratura (§ 11.2.4) del segnale modulato prende il nome di...

13.1.1 Intermodulazione tra componenti analogiche

Le (14.69) mostrano come sia yc(t) che ys(t) dipendano in generale da entrambe le componenti xc(t) e xs(t), in un modo apparentemente ineliminabile. Infatti, le informazioni contenute in xc(t) ed xs(t) sono ora mescolate in modo da non poter essere recuperate mediante una operazione di equalizzazione (§§ 15.3 e 18.4) attuata separatamente su ciascuna delle c.a. di b.f. yc(t) e ys(t) . A meno che...

13.1.1.1 Equalizzazione in fase e quadratura

Consideriamo il caso in cui h(t) presenti una sola delle due c.a. di b.f.[672]  [672] Una considerazione del tutto simile può essere svolta qualora sia l’inviluppo complesso del segnale modulato x(t) ad essere solo reale od immaginario, ma viene rimandata al § 13.2., ovvero h(t) sia solo reale o solo immaginario: se ad esempio risulta h(t) = hc(t), le (14.69) divengono
(14.70) yc(t) = 12 xc(t) * hc(t) ys(t) = 12 xs(t) * hc(t)
e quindi yc(t) e ys(t) risultano affette unicamente da distorsione lineare (§ 8.2).
figure f8.21-bis.png
equalizzazione in fase e quadratura
Ciò consente di ri-ottenere le componenti trasmesse xc(t) e xs(t) a partire da quelle ricevute yc(t) e ys(t) mediante un procedimento di equalizzazione[673]  [673] Come già evidenziato al § 18.4 è preferibile realizzare l’equalizzazione operando sulle c.a. di b.f. xc(t) e xs(t) da trasmettere, in modo da evitare di rendere colorato il rumore in ingresso al ricevitore. Nel caso in cui hc(t) non sia nota, occorre che presso il ricevitore venga effettuata una sua stima, vedi § 18.4. svolto su entrambi i rami in modo indipendente mediante due identici filtri con risposta impulsiva g(t) reale e tale che g(t) * hc(t) = 2δ(t − τ).
Così facendo vengono ripristinate le condizioni di canale perfetto (pag. 1), cioè
xeqc(t) = yc(t) * g(t) = 12 xc(t) * hc(t) * g(t) = xc(t − τ) xeqs(t) = ys(t) * g(t) = 12 xs(t) * hc(t) * g(t) = xs(t − τ)

13.1.1.2 Equalizzazione complessa

Qualora nella (14.69) siano presenti entrambe hc(t) e hs(t) ed entrambe xc(t) e xs(t) non è possibile equalizzare le c.a. di b.f. in modo indipendente, e apparentemente la distorsione lineare può essere rimossa solo operando sul segnale modulato, con tutte le difficoltà legate alle elevate frequenze in gioco. Se invece rimuoviamo il vincolo di operare mediante un filtro fisicamente realizzabile, ossia con risposta impulsiva g(t) reale, scopriamo che l’equalizzazione può ancora essere svolta in banda base ricorrendo ad una convoluzione complessa
(14.71) xeq(t) = y(t) * g(t)
in cui g(t) è definita in modo che
(14.72) heq(t) = g(t) * h(t) = 2δ(t − τ)
ovvero in modo da rendere perfetto l’inviluppo complesso della risposta impulsiva del canale, dato che combinando le (14.67), (14.71) e (14.72) si ottiene
xeq(t) = y(t) * g(t) = 12 x(t) * h(t) * g(t) = x(t) * δ(t − τ) = x(t − τ)
figure f8.21-tris.png
L’equalizzazione complessa si rende possibile realizzando un filtro numerico (§ 5.3) con risposta impulsiva g(n) complessa ottenuta a partire dai campioni di g(t), ed operante sui campioni delle c.a. di b.f. come mostrato in figura.

13.1.1.3 Canale equalizzato

Effettuare l’equalizzazione direttamente a radio frequenza porta ad un risultato lievemente diverso da quando la si realizzi con l’equivalente di banda base:
figure f8.21-quater.png
infatti anche se in entrambi i casi il risultato è sempre quello di ottenere un canale equalizzato perfetto, nel primo caso tale proprietà compete al canale passa banda ovvero heq(t) = δ(t − τ), mentre nel secondo è l’equivalente passa basso ad essere perfetto, ovvero heq(t) = δ(t − τ). Prendiamo spunto da questa osservazione per analizzare i casi in cui non si verifica distorsione lineare per un segnale modulato.

13.1.2 Assenza di distorsione lineare nel filtraggio passa banda

Prendiamo in esame i requisiti affinché un canale non produca effetti di distorsione lineare su di un segnale modulato che lo attraversa, aggiungendo dettagli un po’ per volta, per arrivare ad un risultato più generale.

13.1.2.1 Canale passa banda ideale

E’ descritto da una risposta
figure f8.23.png
in frequenza H(f) nulla ovunque, tranne che negli intervalli di frequenze f0 − W ≤ |f| ≤ f0 + W in cui ha valore unitario, ovvero
H(f) = rect2W(f − f0) + rect2W(f + f0)
da cui antitrasformando si ottiene facilmente
(14.73)
h(t)  =  2W sinc(2Wt) (e j2πf0t + e −j2πf0t) =   =  4W sinc(2Wt) cos2πf0t
Confrontando la (14.73) con la (14.65), riconosciamo che
hc(t) = 4W sinc (2Wt)     e     hs(t) = 0
e dunque h(t) = hc(t) + jhs(t) è reale, ed H(f) = 2rect2W(f). Un segnale modulato in transito non subisce nessuna intermodulazione, ne distorsione lineare, e neanche ritardo.
A questo caso particolare aggiungiamo le considerazioni relative ad un canale perfetto (ovvero con modulo costante e fase lineare) svolte a pag. 1, ove si afferma che in tal caso la forma d’onda del segnale in transito non subisce alterazione se non per un ritardo temporale: verifichiamo come questa ipotesi si rifletta sulle c.a. di b.f. di un segnale modulato. Come anticipato al § 13.1.1.3, ad essere perfetta può essere sia la risposta in frequenza H(f) del canale passa banda, sia quella H(f) del suo equivalente passa basso (14.66). Iniziamo dal secondo.

13.1.2.2 Canale equivalente passa basso perfetto

L’inviluppo complesso in questo caso ha trasformata
H(f) = 2 rect2W(f)e −j2πfτ
a cui è associata una h(t) = 4W sinc(2W(t − τ)). Ricordando (eq. (14.19)) che H+(f) = 12 H(f − f0) e che H(f) = 12 H*( − f − f0), per il canale passa banda si ottiene
(14.74)
H(f) =  rect2W(f − f0) e −j2π(f − f0)τ +  rect2W(f + f0) e −j2π(f + f0)τ
mostrata in figura 13.8-a),
figure f8.21-canpe.png
Figure 13.8 Condizioni di assenza di distorsione lineare per segnali modulati, nei casi
a) - canale equivalente passa basso perfetto, b) - canale passa banda perfetto
a cui corrisponde[674]  [674] Espandiamo la (14.74) come
H(f) =  rect2W(f − f0) e −j2πfτe j2πf0τ +  rect2W(f + f0) e −j2πfτe −j2πf0τ
da cui antitrasformando si ottiene
h(t)  = 2W sinc(2W(t − τ))e j2πf0(t − τ)e j2πf0τ + 2W sinc(2W(t − τ))e −j2πf0(t − τ)e −j2πf0τ =   = 2W sinc(2W(t − τ))(e j2πf0t + e −j2πf0t) = 4W sinc(2W(t − τ))cosω0t
una risposta impulsiva
(14.75)
h(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) cosω0t
e dunque anche in questo caso h(t) = hc(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) è solamente reale. Un segnale modulato x(t) che attraversi il canale produce in uscita[675]  [675]  La (14.76) si ottiene considerando W abbastanza elevato da poter assimilare 2W sinc(2Wt) → δ(t) ossia ad un impulso, in modo che la (14.67) produca y(t) = 12 x(t)*2δ(t − τ) = xc(t − τ) + jxs(t − τ).
(14.76)
y(t) = xc(t − τ) cosω0t − xs(t − τ) sin cosω0t
manifestando un ritardo τ a carico solamente delle c.a. di b.f., e non della portante. Indicando φ(f) = − 2πfτ come fase φpb(f) di H(f), il rapporto  − 12π ddf φ(f) = τ è stato indicato al § 8.2.2 come ritardo di gruppo τg(f), in questo caso costante in quanto H(f) ha fase lineare.

13.1.2.3 Canale passa banda perfetto

In questo caso la risposta in frequenza assume la forma (vedi fig. 13.8-b)
(14.77)
H(f) = [rect2W(f − f0) + rect2W(f + f0)] e −j2πfτ
a cui corrisponde[676]  [676] Il termine tra parentesi quadre in (14.77) ha anti-trasformata
F −1{ rect2W(f − f0) +  rect2W(f + f0)} = 2W sinc(2Wt)(e j2πf0t + e −j2πf0t) = 2W sinc(2Wt)cosω0t
ma il termine e −j2πfτ presente in (14.77) produce un ritardo nell’antitrasformata, dunque il risultato (14.78)
una risposta impulsiva
(14.78)
h(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) cosω0(t − τ)
ed un segnale analitico H+(f) = rect2W(f − f0) e −j2πfτ, e quindi un inviluppo complesso
H(f) = 2H+(f + f0) = 2 rect2W(f) e −j2π(f + f0)τ
da cui, essendo
ej2π(f + f0)τ = ej2πfτej2πf0τ = ej2πfτ(cosω0τ − jsinω0τ)
si ha
h(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) (cosω0τ − jsinω0τ)
e pertanto
hc(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) cosω0τ     e     hs(t) = 4W sinc(2W(t − τ)) sinω0τ
Ponendo ora φ = ω0τ e applicando le (14.69), in base all’osservazione alla nota 675 in uscita dal filtro troviamo componenti analogiche pari a
(14.79)
yc(t) = 12 [xc(t − τ) cosφ − xs(t − τ) sinφ] ys(t) = 12 [xc(t − τ) sinφ + xs(t − τ) cosφ]
Il risultato (14.79) mostra che, oltre al ritardo τ = τg già trovato per il caso al § 13.1.2.2, si osserva anche una rotazione del piano dell’inviluppo complesso, potendo esprimere le (14.79) come
(14.80)
yc(t) ys(t)  = 12 cosφ  − sinφ sinφ cosφ xc(t − τ) xs(t − τ)
figure f11.112.png
in cui la matrice dei coefficienti è costante, e corrisponde ad una rotazione antioraria[677]  [677] L’analisi che interpreta la trasformazione legata ad un sistema lineare con matrice dei coefficienti pari a cosφ  − sinφ sinφ cosφ come una rotazione è stata svolta alla nota 584 di pag. 1. di y(t) rispetto a x(t), equivalente alla rotazione oraria degli assi mostrata in figura, di un angolo φ = ω0τ = 2πf0τ pari alla fase di H(f) calcolata per f = f0 come mostrato in fig. 13.8-b). Indicando quest’ultima come φ(f), osserviamo che al § 8.2.2 abbiamo definito − φ2πf0 = − φ(f0)2πf0 = τ come ritardo di fase τf(f) calcolato per f = f0, ovvero τ rappresenta anche il ritardo della portante, cioè
y(t) = x(t − τ) = xc(t − τ) cosω0(t − τ) − xs(t − τ) sinω0(t − τ)
come previsto, vista l’ipotesi di partenza (14.77), nonché per il risultato che per un canale perfetto si ha τg = τf. L’effetto della rotazione φ può quindi essere annullato se la fase della portante di demodulazione produce una rotazione opposta, oppure digitalmente per eseguire la rotazione inversa descritta a pagina 1 operando sui campioni delle c.a di b.f..
Infine, notiamo che le (14.80) possono essere riscritte in forma compatta come y(t) = x(t − τ)e jφ.

13.1.2.4 Segnale a banda stretta

L’ultimo caso in cui non si determina distorsione lineare sul segnale modulato x(t) si verifica quando il segnale occupa una banda B molto piccola[678]  [678] Condizione indicata anche come piccola banda frazionale, definita come Bf0≪1. rispetto alla frequenza portante f0,
figure f8.21-banstre.png
in modo che la risposta in frequenza del canale H(f) possa ritenersi approssimativamente costante[679]  [679] Detta anche condizione per un fading piatto nel caso di un collegamento radio, vedi pag. 1, mentre dal punto di vista circuitale ciò corrisponde a realizzare le condizioni di adattamento di impedenza (vedi § 18.1.1.4) in forma approssimata, ponendo Zg(f) = Zi(f0) e Zc(f) = Zu(f0), dato che per frequenze |f − f0| < B2 con Bf0, le impedenze Zi(f) e Zu(f) non variano di molto. nella banda del segnale ovvero per ff0, cioè
H(f)H(f0) = G e jφ sgn(f)
e dunque H(f) = 2H+(f + f0) = 2G ejφ, a cui corrisponde un inviluppo complesso
h(t) = 2G ejφ δ(t) = 2G (cosφ + jsinφ) δ(t)
In uscita da H(f) si osserva pertanto (eq. 14.67)
y(t)  =  12 x(t) * h(t) = (xc(t) + jxs(t)) * G(cosφ + jsinφ) δ(t) =   =  G [(xc(t)cosφ − xs(t)sinφ) + j(xc(t)sinφ + xs(t)cosφ)]
che può essere scritta in forma matriciale come
yc(t) ys(t)  = G cosφ  − sinφ sinφ cosφ xc(t) xs(t)
in cui compare la stessa matrice dei coefficienti del caso precedente, che di nuovo rappresenta la rotazione oraria del piano dell’inviluppo complesso di un angolo pari alla fase φ(f) di H(f) valutata per f = f0, a cui corrisponde il segnale ricevuto
y(t) = xc(t) cos ω0(t − τ) − xs(t) sin ω0(t − τ)
Riassumendo
Esprimendo la risposta in frequenza del canale nella forma H(f) = |H(f)|e jφ(f) e la trasformata del corrispondente inviluppo complesso come H(f) = |H(f)|e jφpb(f) in cui φpb(f) = φ(f + f0), abbiamo mostrato che
L’approccio unitario agli ultimi tre aspetti delineati è fornito al § seguente, che illustra il caso particolare di distorsione lineare dovuta alla sola risposta di fase.

13.1.3 Ritardo di fase, di gruppo, e distorsione di tempo di transito

Al § 8.2.2 si è affermato che l’attraversamento da parte di un segnale modulato in ampiezza x(t) = a(t) cos(2πf0t) a banda stretta di un canale che (nella banda di segnale) presenta una risposta in frequenza H(f) = e jφ(f) (ovvero modulo costante e fase generica) produce in uscita
(14.81)
y(t) = a(t − τg(f0)) cos(2πf0(t − τf(f0)))
in cui
τf(f) = − φ(f)2πf        e      τg(f) = − 12π ddfφ(f)
sono rispettivamente indicati come ritardo di fase della portante τf(f) (eq. 10.206) e ritardo di gruppo τg(f) (eq. 10.207) del segnale modulato, ovvero il ritardo con cui il gruppo di frequenze presenti in a(t) si presenta in uscita. Tale risultato viene dimostrato in appendice 13.4.1 come l’esito di una approssimazione al primo ordine dello sviluppo in serie di potenze di φ(f).
figure f11.11a.png
Nel caso di canale perfetto si ottiene φ(f) = − 2πfτ, e quindi tg = tp = τ per qualunque frequenza; in caso contrario i due valori possono differire, come mostrato nella figura a lato, in cui notiamo che tg(f)τ alle frequenze per cui φ(f) viaggia parallela alla risposta in fase del canale perfetto, mentre risulta tp(f) = τ quando φ(f) la interseca.
Qualora il segnale in transito non sia a banda stretta, può essere considerato come la sovrapposizione di tante componenti xi(t) = ai(t) cos(2πfit), tutte a banda stretta, centrate su portanti fi tra loro contigue: pertanto l’inviluppo di ampiezza ai(t) di ognuna di esse si presenta in uscita con un diverso ritardo τi = tg(fi). L’effetto della fase non lineare φ(f) è dunque espresso nei termini della sua derivata normalizzata tg(f) = − 12π ddf φ(f), misurabile strumentalmente mediante segnali a banda stretta, ed utilizzata per descrivere l’entità della distorsione di fase, per questo detta anche distorsione di tempo di transito, come definito al § 8.2.2.

13.1.4 Assenza di intermodulazione tra componenti analogiche

Come ultimo aspetto delle possibili tipologie di canale che possono tornare utili, ripartiamo dal sistema (14.69) e dall’osservazione che qualora l’inviluppo complesso h(t) associato alla risposta impulsiva h(t) del canale passa banda H(f) (considerato per |f − f0| ≤ W ovvero entro la banda di segnale) sia completamente reale, ovvero
(14.82) h(t) = h0(t)
le (14.69) si riducono alle (14.70) e si può procedere ad una equalizzazione in fase e quadratura, ovvero attuata con filtri fisicamente realizzabili. In realtà la (14.82) è una condizione solamente sufficiente ad ottenere assenza di intermodulazione, dato che in presenza di un ritardo τ sulla portante (come mostrato al § 13.1.2.3) h(t) diviene
(14.83)
h(t) = h0(t) (cosφ − jsinφ) = h0(t)ejφ
in cui φ = ω0τ. Mostriamo come la (14.83) si riflette su H(f) = |H(f)|e jφpb(f).
La condizione (14.82) h(t) = h0(t) reale implica (pag. 1) una H(f) = H0(f) a simmetria coniugata rispetto a f = 0, ovvero modulo |H(f)| = |H0(f)| pari, e fase φpb(f) = φ(f + f0) dispari; d’altra parte dalla (14.83) si ottiene
H(f) = H0(f)e −jφ = |H0(f)|e jφpb(f)e −jφ = |H0(f)|e j(φpb(f) − φ)
Pertanto
Un canale H(f) non provoca interferenza intersimbolica nei confronti di un segnale modulato se e solo se il corrispondente equivalente passa basso H(f) presenta (nella banda di segnale) modulo pari e fase dispari, a meno di una costante φ.
Essendo φ = ω0τ, ciò corrisponde a scomporre H+(f) nella cascata di 2H0(f − f0) e di un canale perfetto con h(t) = δ(t − τ) in cui τ =  − φω0 =  − φ(f)2πf0 = τf(f0) è il ritardo di fase della portante, come mostrato in fig. 13.12.
figure f8.21-no-intermod.png
Figure 13.12 Condizione per assenza di intermodulazione nelle componenti analogiche di bassa frequenza
Osservazione Qualora φ sia pari ad un multiplo di π2 l’evoluzione di h(t) si sviluppa lungo gli assi che definiscono il piano dell’inviluppo complesso. Infatti in base alla (14.83) per φ = 0 si ottiene h(t) = ho(t) ovvero hc(t) = h0(t), per φ = π2 si ha h(t) = − jho(t) = jhs(t), e per φ = π o φ = 3π2 si ottiene rispettivamente h(t) = − ho(t) = hc(t) e h(t) = jho(t) = jhs(t).
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