16.2 Modulazione di fase
Nel caso in cui l’informazione viene rappresentata dalla fase della portante ci si può riferire a simboli quaternari, o multilivello.
16.2.1 Modulazione QPSK ed L-PSK
Questi due acronimi si riferiscono alla possibilità di usare rispettivamente
quattro oppure
L > 4 scelte diverse per la fase, dando luogo ad un segnale modulato con espressione
xL−PSK(t) = a cos(ω0t + φ(t))
e quindi un inviluppo complesso
in cui
La generica fase
φi = πL + i ⋅ 2πL con i = 0, 1, ⋯L − 1
rappresenta una delle
L = 2M possibili combinazioni di
M bit di ingresso, e corrisponde ad uno dei punti mostrati nelle
costellazioni di figura, che individuano il valore dell’inviluppo complesso ricevuto in assenza di rumore negli istanti di simbolo
t = kTs ed a cui si fanno corrispondere gruppi di bit in accordo alla codifica di Gray (§
15.4.9.1). Lo stesso valore di fase è quindi mantenuto per tutto il periodo di simbolo se
φ(t) è realizzata mediante rettangoli come indicato nella
(21.42). Ma l’espressione
(21.41) di
xL − PSK(t) in termini di
{xc, xs} evidenzia come il risultato sia ottenibile mediante una modulazione
am in fase e quadratura, suggerendo l’implementazione del modulatore secondo lo schema di fig.
16.8, in cui i valori di
cosφi e
sinφi per gli
L diversi gruppi di
M bit sono precalcolati in una memoria a sola lettura, ed impiegati come ampiezze per realizzare due segnali dati di banda base, usati quindi come c.a di b.f. per il modulatore in fase e quadratura.
L’uso di un codice
nrz per
φ(t), e quindi per
xc ed
xs, produce una occupazione di banda elevata per
xL−PSK(t), la cui densità di potenza in tal caso acquisisce un andamento
⎛⎝sinxx⎞⎠2 centrato in
f0 e con lobo principale di estensione pari ad
2fs = 2fb⁄M,
come rappresentato in figura per una densità di potenza in dB. L’occupazione di banda può essere limitata a
BL−PSK = fs (1 + γ)
se si realizza
φ(t) mediante impulsi
g(t) a coseno rialzato, potendo così scrivere
Adottando un impulso
g(t) a coseno rialzato anziché rettangolare,
x(t) passa dai punti della costellazione
solo negli istanti di simbolo, mentre nell’intervallo tra due di essi segue traiettorie di ampiezza variabile,
come illustrato nella figura a fianco, non permettendo al segnale modulato di mantenere un’ampiezza costante come dovrebbe avere la modulazione angolare. Pertanto la scelta tra
nrz o coseno rialzato dipende dalla necessità di limitare la dinamica delle ampiezze, piuttosto che l’estensione della banda.
Traiettoria dell’inviluppo complesso
Altrettanto interessante può essere riflettere sulla fig.
16.11 in cui si mostrano
xc ed
xs ancora per una modulazione
qpsk, valutate con
g(t) a coseno rialzato (
γ = 0.5) per 10 campioni per simbolo, e mostrate per 10 simboli in coordinate cartesiane e polari; al centro è mostrato la corrispondente evoluzione per
x(t), mentre a destra si mostra la traiettoria di
x(t) visualizzata per 100 simboli.
Per
l-psk l’efficienza spettrale è identica a quanto ottenuto per l’
ask con ugual numero di livelli, dato che per entrambe la frequenza di simbolo risulta pari a
fs = fblog2 L, e dunque (per coseno rialzato con
γ = 0) si ottiene
ρL−PSK = fbB = fs log2 Lfs = log2 L
Dal punto di vista delle prestazioni, occorre distinguere il caso in cui
L = 4 (indicato come
qpsk =
Quadrature Phase Shift Keying) da quello con
L generico, in quanto sussistono due diverse architetture per il demodulatore.
16.2.2 Prestazioni QPSK
In questo caso (
psk con 4 livelli) il demodulatore coerente è costituito da due rami indipendenti in fase e quadratura (vedi fig.
16.13),
che operano ad una frequenza di simbolo
fs pari a metà di quella binaria.
In virtù di come la codifica di Gray dispone la costellazione (vedi fig.
16.12), ogni ramo del decisore opera su di un solo bit della coppia associata al simbolo trasmesso; le due decisioni vengono poi ri-serializzate. Entrambi i rami si comportano quindi come un demodulatore
l-
ask (§
16.1.2) con
L=2, ovvero un
bpsk, e per un segnale dati a coseno rialzato
a banda minima (
γ = 0) la probabilità di errore relativa ad ogni singolo ramo è espressa dalla
(21.40), fornendo
Pce = Pse = 12 erfc⎧⎨⎩√EbN0⎫⎬⎭
che rappresenta la probabilità che una componente analogica di b.f. ottenuta demodulando il segnale con sovrapposto rumore, valutata all’istante di decisione
kTs, giaccia nell’area mostrata in basso della figura
16.12. La probabilità di errore
(per impulso a banda minima)
in un bit della sequenza re-serializzata risulta quindi
in cui
Pr{c} = Pr{s} = 1⁄2 sono le probabilità che il bit ricevuto provenga dal ramo in fase o da quello in quadratura; d’altra parte, la probabilità di errore
per simbolo risulta
Pe(simbolo) ≃ Pce + Pse = erfc{√Eb⁄N0} (trascurando nuovamente la probabilità di un errore contemporaneo su entrambi i rami, vedi nota
834).
Osserviamo quindi come il
qpsk consenta di ottenere
le stesse prestazioni del
bpsk, graficate in fig.
16.6, utilizzando solo
metà banda, in virtù del
Ts doppio
:
BQPSK = fs = fb2 (1 + γ)
Quest’ultima osservazione permette di scrivere
ρQPSK = fbBQPSK = 2 = 2 ⋅ ρBPSK, e suggerisce un ulteriore punto di vista rispetto all’invarianza delle prestazioni rispetto al
bpsk: infatti, dimezzando la banda si dimezza anche la varianza del rumore in ingresso al demodulatore, e ciò compensa la riduzione di ampiezza delle c.a. di b.f. del segnale per il caso
qpsk.
Ottimalità di BPSK e QPSK
Se queste tecniche sono attuate mediante un
G(f) = rectfs⁄2(f) ovvero a banda minima, in presenza di demodulazione
coerente il filtro passabasso che precede il campionatore del decisore costituisce
un filtro adattato (vedi §
7.6.1) con segnalazione
antipodale, e le prestazioni sono quelle ottime, come si verifica confrontando l’eq.
(10.176) con le
(21.40) e
(21.44). Se viceversa
G(f) non è a banda minima, ma di Nyquist, la coerenza di demodulazione permette comunque di adottare in ricezione un filtro adattato (§
15.5) al posto del passabasso mostrato in fig.
16.5, e dunque ottenere le medesime prestazioni.
16.2.3 Prestazioni L-PSK
In questo caso il demodulatore ha una differente architettura (vedi fig.
16.14), ed il decisore opera congiuntamente su entrambi i rami, per ottenere la stima del gruppo di
M = log2L bit associati ad una delle possibili fasi
φk.
Indicando con
dkc, s le c.a. di b.f. demodulate all’istante
t = kTs, la decisione avviene calcolando
φdk = arctan dksdkc e stabilendo all’interno di quale regione di decisione
^φk cada la fase ricevuta
φdk, a cui il decisore fa corrispondere una codeword di Gray (fig.
16.16). All’aumentare del numero di livelli
L, la potenza di rumore (che concorre alla probabilità di errore) diminuisce con la stessa legge di riduzione della banda, ovvero con il
log2L, mentre la spaziatura tra le regioni di decisione diminuisce con legge lineare rispetto ad
L. Pertanto, l’aumento del numero di livelli produce un peggioramento della
Pe. Senza approfondire i relativi conti, forniamo direttamente il risultato (con
γ = 0) della probabilità di errore sul simbolo
che rappresenta la probabilità di decidere di aver ricevuto un
^φk ≠ φk (diverso da quello trasmesso) e che, se
Pe≪1, è approssimata con la probabilità di invadere (a causa del rumore) una regione di decisione contigua (vedi fig.
16.14).
Confrontando il risultato con quello (eq.
21.39) per l’
ask, osserviamo che l’assenza del termine
⎛⎝1 − 1L⎞⎠ è dovuto alla
circolarità della costellazione, che il termine
sin⎛⎝πL⎞⎠ è un fattore che rappresenta il peggioramento all’aumentare di
L, ed il
log2L sotto radice è il miglioramento dovuto alla riduzione di banda. Il risultato (
21.45) è una approssimazione valida se
Pe≪1, e via via più accurata con
L crescente.
Nella tabella a lato si riporta il risultato del confronto, per uno stesso valore di
Pe, dei valori
EbN0 necessari per
l-psk (
21.45), contro quelli necessari
(21.39) per
l-
ask: si è eseguito il rapporto tra gli argomenti degli
erfc{}, si è elevato al quadrato, indicato come
Δ, ed il risultato è espresso in dB: quest’ultimo rappresenta (a parte il termine
⎛⎝1 − 1L⎞⎠ dell’
l-
ask) il miglioramento di prestazioni in dB dell’
l-psk rispetto ad
l-
ask, ovvero i dB di potenza risparmiata a parità di probabilità di errore. Tale risultato (4-5 dB di miglioramento) porta a prediligere sempre il
psk rispetto all’
ask.
E’ opportuno osservare che, qualora si desideri ottenere un valore di probabilità di errore
per bit, questo è pari a
Pe(bit) = Pe(simbolo)log2L
a patto di associare, a livelli contigui, gruppi di bit differenti in una sola posizione, come previsto dal codice di Gray (mostrato nella figura
16.16), in modo che l’errore tra due fasi
φk contigue provochi l’errore di un solo bit nel gruppo di
log2L bit associati a ciascun livello. Le curve di probabilità di errore per bit, riportate anch’esse in fig.
16.16, sono calcolate in questo modo.